Avellino – “Senza Europa siamo condannati al decadimento”. Ultimi scampoli di campagna elettorale per Giuseppe Gargani, europarlamentare uscente e candidato nella lista UdC-NCD, in corsa per un seggio a Strasburgo. Gargani, impegnato in serata a Campobasso, ha tracciato il punto a pochi giorni dal silenzio elettorale prima della domenica del voto quando si apriranno le urne per il rinnovo del Parlamento europeo.
Onorevole, come giudica la campagna elettorale che va concludendosi?
“Personalmente non ho visto ne sentito parlare di programmi in questa campagna elettorale. Noi abbiamo un piccolo progetto, che parla positivo e che è vincente sul piano della proposta ancorché secondo i sondaggi minoritario sul piano delle preferenze. Siamo gli unici che non fanno demagogia. Queste elezioni saranno un banco di prova per un’offerta politica alternativa al decadimento di Berlusconi, alla demagogia e alla approssimazione di Renzi e alla tragica comicità di Grillo. Noi siamo pronti a ricominciare perchè l’esperienza è popolare, è preziosa e va tutelata”.
Perché l’Italia e in particolar modo le Regioni del Mezzogiorno hanno bisogno dell’Europa?
“Perché senza Europa si decade. E’ vero che l’Europa non è il paradiso terrestre ma è una realtà, una condizione per la quale siamo oggi in un contesto complessivo di diritto comunitario. I Fondi europei sono l’ennesima dimostrazione di come l’Europa non sia ostile. L’Europa ha un piano quinquennale (2007/13, ndr) che l’Italia meridionale ha utilizzato, per colpe di tutti gli Enti e della classe dirigente incapace di sottoporre progetti realmente strategici e qualificanti, solo in parte mentre altri paesi lo utilizzano al 100%. Non dobbiamo abituare il popolo italiano a votare ‘contro’ ma votare ‘per’, per un progetto, un’idea, un partito, un valore , un simbolo che esprime un messaggio. Questo partito è l’unico che si sforza a dare una prospettiva un progetto, può darsi manchevole ma un progetto per l’Italia e per l’Europa. Votare per l’Europa è votare per l’Italia. Chi ha detto che votare contro l’Europa è votare contro ha commesso un delitto”.
Il suo giudizio su Renzi non è dei più entusiasti. Quanto influenzerà il Governo il risultato del voto?
“Non credo che il risultato delle Europee possa incidete sul futuro del Governo. Il nodo vero è che Renzi parla ancora di rinnovamento, però afferma che è pronto ad andarsene se non porta a compimento il programma. Ma questa non può essere la sua direttrice di Governo: Renzi ha il dovere di restare. Il contrario sarebbe cosa antidemocratica. In questo senso, dico che è più pericoloso Renzi che Grillo perché dice castronerie sul piano istituzionale parlando di abolizione del Senato, volendolo riclassificare ma senza attribuirgli alcuna funzione”.
Il suo impegno per questa campagna elettorale?
“Lavoriamo per una Europa che non sia più solo di rigore. L’Europa ci è sempre stata vicino e il nostro compito è esserne protagonisti, modificandola dove necessario ma con una forte presenza dell’Italia, comprendendo che non ci sono orizzonti alternativi possibili”.
