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diventi un metodo di lavoro. Il secondo sta nel lavoro compiuto insieme agli Ept di Benevento e Caserta ed è visibile nelle 100mila brochure che portiamo a Milano”. Si tratta dei “pacchetti incoming” realizzati grazie al lavoro delle agenzie di viaggio che operano sui territori di competenza che hanno saputo individuare itinerari interessanti da proporre ai tour operator più importanti: brevi periodi di soggiorno da 2 a 7 giorni nelle nostre 3 province attraverso la conoscenza del territorio e la degustazione dei prodotti tipici. La grande novità del 2006 alla Bit di Milano: “Non andiamo solo a
promuoverci – continua – ma anche a vendere un prodotto già pronto. Dobbiamo solo renderlo fruibile ai visitatori che immaginiamo essere tantissimi. Dimostrazione che il nostro territorio piace è venuta anche dalla recente visita della giornalista tedesca Barbara Schaefer che ha preannunciato sull’Irpinia un reportage di alto livello”. Sugli scenari 2006 del turismo in Irpinia: “Ritengo – conclude – che sia un anno di svolta, il «New Deal» del turismo irpino”. Il primo passo più importante riguarda infatti l’avvio della filiera turistico-enogastronomica che coinvolge numerosi comuni irpini fino al 30 giugno 2007, mentre gli altri ricadono nell’altro importante Pit “Il progetto integrato Filiera Turistica nogastronomia – ricorda infine Barile- finanziato con i fondi del Programma operativo regionale 2000-2006, costituisce un’importante occasione per lo sviluppo turistico delle tre Province di Avellino, Benevento e Caserta, i 179 Comuni e le Comunità Montane di Alta Irpinia, Partenio, Ufita e Vallo Lauro Baianese per un investimento pubblico di 63 milioni di euro che attivano risorse per oltre 100 milioni di euro”. Idea forza del progetto è infatti la valorizzazione a scopi turistici dell’ingente patrimonio enogastronomico locale.