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E ad oltre tre mesi dalle dimissioni – con atto notarile – dei consiglieri della minoranza di centrodestra e del gruppo dei demitiani a D’Addesa ancora non appare chiara la motivazione di tale comportamento.
“Perché – spiega nella nota inviata agli organi di informazione- tale comportamento è stato tenuto da diciassette consiglieri, espressione del voto popolare e democratico?
Soltanto un’azione di ripicca per le vicende dell’Alto Calore o ci sono altre motivazioni, non ultima la vicenda della discarica di Pero Spaccone?
La realtà è che il territorio irpino è stato privato di un protagonista importante per le vicende legate alle tematiche ambientali ed a quelle dello sviluppo economico della Provincia di Avellino.
Basta sfogliare le pagine dei giornali e si nota l’assenza assoluta dell’Ente Provincia tra i protagonisti della vita politica provinciale e pertanto non meritevole di specifica attenzione. La vita politica della Provincia si svolge e si sviluppa nella più pura forma istituzionale e priva del confronto dialettico tra maggioranza ed opposizione e perché no all’interno delle stesse coalizioni come avveniva prima dello scioglimento.
Dopo la sospensione del Consiglio Provinciale sono stato, qualche volta, negli Uffici di Palazzo Caracciolo e mi ha impressionato il silenzio che regna sovrano nei corridoi e nelle stanze della struttura registrando la mancanza di vivacità, di incontro ed anche di scontro che caratterizzano la politica ed anche i rappresentanti della politica stessa”.
Poi, dopo le osservazioni sull’oedinaria amministrazione”, l’ironica malinconia: “Mancheranno a tutti noi Consiglieri gli interventi che l’avv. Vannetiello di Alleanza Nazionale teneva in Consiglio come quello ad esempio sui beni immobili dell’Amministrazione Provinciale al fine di definirne la mappatura (perché i cittadini irpini devono sapere che ancora non esiste in Provincia un elenco degli immobili di proprietà dell’Ente); oppure gli interventi del Consigliere Cammino sempre di AN sul Palazzo della Dogana di Avellino o quelli del dott. Pacifico, demitiano già Presidente del Consiglio, sempre attento ai regolamenti ed allo statuto o quelli del dott. Bongo – demitiano – sempre pronto a difendere gli interessi dell’Arianese sul tema dei rifiuti e delle discariche. Tutti questi colleghi hanno però affossato –insieme ad altri- l’Amministrazione Provinciale con le loro dimissioni e poi l’amico Vannetiello –forse in un impeto rabbioso- attacca il Commissario Straordinario della Provincia per il rinnovo degli incarichi ai dirigenti dei settori della Provincia pensando forse impropriamente che il dott. Madonna fosse al servizio del centrodestra. Le dimissioni che hanno comportato la caduta dell’Amministrazione Provinciale sono state – dal punto di vista politico- un boomerang per chi le ha messe in atto ed hanno comportato un impoverimento nel mondo democratico ed istituzionale della Provincia di Avellino. Sono sicuro che molti tra i Consiglieri dimissionari, ad eccezione di quelli di professione, sono pentiti perché con il loro comportamento hanno privato se stessi di un mandato ricevuto dal corpo elettorale rendendosi di conseguenza impresentabili in una futura tornata elettorale”.