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GLI SCENARI PRE VOTO – Ma riassumiamo il matinée avellinese. Il pomo della discordia era sui membri eletti in rappresentanza dei comuni inferiori a 20mila abitanti: l’accordo prevedeva che le due province avrebbero dovuto dividersi equamente le quote (all’Udeur il rappresentante irpino ed al Pd quello sannita). La proposta di Franco Cioffi, sindaco di Cervinara, spingeva per il duo Colucci-De Angelis ma non trovava d’accordo i rappresentanti sanniti del partito veltroniano probabilmente “scottati” dalle polemiche sulle Comunità Montane beneventane per 2/3 appannaggio del Campanile a discapito del Pd. La seduta veniva così sospesa per ulteriori chiarimenti. Alla ripresa il colpo di frusta con l’alternativa dei democratici sanniti promossa dal primo cittadino di Pontelandolfo, Cosimo Testa, e formata da Colucci e Mortaruolo. Sulla scelta di Mortaruolo( sindaco di Torrecuso e consigliere provinciale) si susseguivano una serie di interventi. La stessa De Angelis asseriva che “…il nodo sta nel metodo, certamente non da Partito Democratico, non nella scelta della persona”. Nel coacervo di pensieri, il duro attacco dei democratici sanniti: “Il Pd irpino si è intromesso nelle scelte del Pd di Benevento che ha designato ufficialmente Mortaruolo”. Al momento del voto, con i democratici sanniti in aperta e viscerale protesta, vinceva la pressione dei comuni irpini (con una percentuale vicinissima al 33%) solo grazie agli astenuti.
GLI SCENARI FUTURI – Passa la linea politica del Campanile che ha defenestrato ancora una volta la fronda beneventana dei democratici, rimanendo seriamente intenzionato a non mollare la presidenza. De Angelis e Colucci, con i membri di diritto, tutti istituzionali vanno a completare il direttivo dell’Ato. Si confermano pertanto le “indiscrezioni” circa l’accordo dell’Udeur di Mastella con il Pd in Irpinia in vista delle prossime amministrative anche in considerazione del ruolo di Giovanni Colucci, uomo vicinissimo all’ex Guardasigilli e garante della linea che verrà scelta nella realtà territoriale irpina. Resta aperta la partita della rappresentanza del comune di Avellino. Anche in considerazione dell’ultimo connubio, appare ormai scontata la nomina di un delegato al posto di Galasso, figura che potrebbe giungere poi alla presidenza dell’Ato subito prima della convocazione del consiglio di amministrazione.