San Michele di Serino – Lo scorso lunedì, come richiesto dall’opposizione, è stato convocato il consiglio comunale con all’ordine del giorno lo scioglimento delle commissioni consiliari e delle commissioni ordinaria, edilizia integrata ed edilizia ex-219, nonché la nuova elezione dei tre rappresentanti dell’Unione dei Comuni “Hirpinia Mirabilis”, nel rispetto della tutela delle minoranze come previsto dalla legge.
Secondo il resoconto dei consiglieri del gruppo socialista Arterio De Feo, Nicola Mariconda e Massimiliano Biondi “la maggioranza, guidata dal sindaco Lorenzo Renzulli, ha pensato bene di mettere in atto una strategia di fatto ostruzionistica, apponendo il voto contrario ai punti all’ordine del giorno e non consentendo la rielezione degli organi. Ci preme ricordare che la commissione edilizia ex-219 prevede per legge un componente nominato con votazione limitata dalla minoranza e che è chiaramente scritto nello statuto dell’Unione dei Comuni di cui San Michele di Serino fa parte che dei tre rappresentanti nominati uno sia espressione della minoranza. Il sindaco Renzulli, invece, in spregio a tutte le norme di civile e democratica convivenza ha pensato di giocare d’astuzia, costringendo i suoi consiglieri ad esprimere un veto, invece, che a procedere con le elezioni”.
Secondo il gruppo socialista, dunque, “quanto si è consumato in Consiglio ha il sapore dell’antidemocraticità di una gestione miope e scorretta della cosa pubblica, che ci indigna e ci preoccupa. Facciamo, a margine, notare che il modo di fare del sindaco Renzulli comincia a fare vittime all’interno della stessa maggioranza. Dal voto contrario, infatti, si è dissociato l’assessore all’urbanistica Gianfranco Oliva, che dopo aver richiamato l’attenzione del primo cittadino circa l’opportunità politica di accogliere le richieste della minoranza, si è astenuto nel corso delle tre votazioni. Segnale che dovrebbe far riflettere innanzitutto il primo cittadino, che ha consentito si creasse una spaccatura all’interno della sua stessa giunta. Dopo mesi di silenzio e mancato confronto, dunque, Renzulli perde l’ennesima occasione per smentire quanto avevamo fino a qui sospettato e sostanzialmente confermando tutti i dubbi sollevati nelle scorse settimane. Lo fa nel modo peggiore possibile, giocando sulla democrazia e su quelle che da tutti sono ritenute regole di rispettosa convivenza tra due parti politiche contrapposte, forte dell’assenso silenzioso dei suoi consiglieri, compatti sullo scempio.
Dopo aver assistito ad un atto che riteniamo gravissimo, abbiamo deciso di abbandonare i lavori del Consiglio, in segno di protesta, verso chi, pur essendo espressione del maggiore partito di centrosinistra, si comporta di fatto come un podestà”. I consiglieri infine hanno chiesto l’intervento del Prefetto, “per ristabilire legalità e democrazia nel comune di San Michele di Serino, e ci riserviamo di adire le vie legali per invalidare quanto determinato in un consiglio comunale. Ma siamo convinti della necessità di gridare a gran voce quello che riteniamo un sopruso, un atto di violenza morale praticato contro la minoranza e contro tutti i cittadini di San Michele di Serino”.