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A ribadirlo sono stati gli addetti ai lavori che ieri, nell’incontro organizzato presso l’Ente camerale di Piazza Duomo dalla Uil Fpl di Avellino (in collaborazione con la segreteria regionale e alla presenza, tra gli altri, del segretario nazionale Uil Medici, Armando Masucci e di quello generale della categoria Uil, Carlo Fiordaliso) hanno fatto emergere criticità e proposte.
Un tavolo che ha visto alternarsi interventi analitici, tutti finalizzati a rilevare i dati di una piattaforma organizzativa, non solo locale, che lascia emergere la necessità di maggiori incastri e di più coordinamento.
Una provincia di 500 mila abitanti; una centrale operativa collocata presso l’azienda ospedaliera Moscati (dotata di due postazioni occupate da infermieri professionisti e di un sistema di informatizzazione, forse l’unico in Campania ad utilizzare la radio); 30 postazioni di soccorso; un centro mobile di rianimazione h 24 (presso il presidio ospedaliero). E ancora 16.136 chiamate di intervento, per una media mensile pari a 1.300, maggiormente distribuite nei mesi critici di marzo, luglio e dicembre. Sono questi i dati illustrati da Anna Maria Santamaria, responsabile provinciale del 118 di Avellino, con tanto di tempi di intervento (relativo alle ambulanze meccanizzate). Che dagli otto minuti di Avellino, ai 9 di Solofra e ai 12 di Montemiletto (Asl Av2), raggiungono anche le soglie dei 20 minuti per Calitri (Asl Av1), data l’orografia del territorio (di qui anche la necessità ribadita di istituire una seconda ambulanza rianimativa). Infine, sono 18 mila gli interventi del 118 stimati per la fine del 2006 in provincia (rispetto ai 14 mila dell’ultima rilevazione).
E mentre dalla relazione vengono fuori gli sforzi di una maggiore attività e sinergia in campo formativo tra Asl e centrale operativa, si è parlato anche dei non sempre ottimi rapporti con i medici di base. Al tavolo poi gli interventi, tra gli altri, di Maria Rosaria Rondinella (responsabile Core Campania, che ha proposto un nuovo comitato organizzativo), Michele D’Errico (responsabile Protezione civile Sud Italia), Armando Pirone (direttore del distretto sanitario Asl Av1, dal quale è emersa la necessità di trovare un linguaggio comune tra i diversi operatori del territorio), Caterina Viaggiano (direttore servizio assistenza infermieristica del Forlanini di Roma), Pietro Pugliese 8direttore centrale operativa provincia di Roma) e Vitaliano De Salazar (direttore generale Ares 118 Lazio) e i saluti del delegato dell’assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. A fare gli onori di casa, il segretario generale Uil Avellino, Tonino Festa mentre il manager del Moscati, Pino Rosato, ha ribadito nel suo intervento la necessità di “vedere il bicchiere mezzo pieno. Nessuno deve sentirsi escluso dal sistema. Sicuramente in provincia c’è stato un miglioramento nella risposta all’emergenza. Ma dobbiamo imparare ad utilizzare meglio l’informazione e ad aumentare entusiasmo e condivisione”.
Infine, dopo la ‘lezione romana’ e il raffronto con le realtà del Lazio, ad analizzare il sistema campano è stato il segretario generale Uil Fpl, Fiordaliso: “Una buona sanità significa anche avere strumenti idonei e specialisti adeguati”.
Sul fronte spese: “Non sono il Governatore della Campania, e non posso immaginare la soluzione. Ma prima di aumentare le tasse, si possono sicuramente razionalizzare molto le spese, come quelle degli pseudo-ospedali. Insomma, eliminare lo spreco e il pericolo per la popolazione”. (di Antonietta Miceli)
Fabbisogno sanitario 2007: alla Campania 9 miliardi di euro
Intanto, dall’accordo raggiunto nella scorsa Conferenza Stato-Regioni, arriva per la Campania una novità sul fronte del fabbisogno sanitario 2007. L’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, ha infatti annunciato l’assegnazione di 9 miliardi di euro per la Campania, che potrà così avvalersi di maggiori risorse per realizzare l’obiettivo del risanamento finanziario. Questa la suddivisione del riparto: uno stanziamento di base che prevede 525 milioni di euro in più rispetto al 2006; 190 milioni di euro in conto fabbisogno 2006 ed altri 350 milioni per il ripiano del deficit.