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Emergenza rifiuti: le discariche non ci sono e il Cdr è sotto stress

Avellino – Sarà un Ferragosto all’insegna della spazzatura. La chiusura del Cdr di Tufino nel giro di qualche giorno potrebbe far ripiombare la nostra terra nell’ennesima emergenza rifiuti dove, dal giorno del sequestro dell’impianto nolano, giungono quotidianamente i compattatori dei Comuni che fanno riferimento al Cdr di Tufino. Ma la situazione potrebbe precipitare già nelle prossime ore e si potrebbe anche rischiare di essere costretti a passeggiare tra un sacchetto d’immondizia ed un cassonetto stracolmo di rifiuti. L’Asa ieri ha spiegato il perchè in molti comuni irpini serviti dalla società di Viale Italia non tutta l’immondizia viene raccolta come si verifica anche nella città capoluogo. Il quantitativo di rifiuti conferibili al Cdr di Pianodardine è stato ridotto del 10%. Una percentuale minima si potrebbe pensare, ma non è così visto che ogni settimana ad Avellino città rimangono a terra ben 90720 chilogrammi di immondizia che sommati a quel 10% di rifiuti non raccolti anche negli comuni serviti dall’Asa, si accumulano ben 129mila 278 chili di immondizia ogni settimana. Cifre da capogiro… ed ecco che la fase emergenziale non finisce mai. Anzi, periodicamente si acutizza mentre il Cdr di Pianodardine è stracolmo, come ha spiegato Michele Caso della Cisl. Insomma, e’ giunto il momento che inizi la corsa contro il tempo per trovare soluzioni tampone per scongiurare la crisi ma soprattutto per porre in essere quel ciclo integrato dei rifiuti necessario e fondamentale per una nuova politica sui rifiuti. Anche perchè, al momento, in Campania è in attività un’unica discarica abilitata a ricevere gli scarti della lavorazione dei Cdr che è quella di Montesarchio. L’invaso, che in località Tre Ponti dovrebbe restare in esercizio fino alla fine di settembre e quindi si necessitano davvero nuove discariche e sito per fos e sovvalli. (e.b.)

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