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Emergenza rifiuti – Attese le decisioni romane, impianto a Savignano

Tornano i cumuli di rifiuti in mezzo alla strada, esattamente… come tredici anni fa. E, per l’ennesima volta ci chiediamo a cosa siano serviti i poteri straordinari conferiti a questo o quel prefetto per uscire dalla gestione straordinaria e dare dignità ordinaria ad una popolazione che sta soffrendo disagi, questi sì, straordinari senza avere alcuna colpa per l’accaduto. Certo, adesso l’emergenza è diventata nazionale e sarà utilizzato l’esercito per far rispettare le decisioni assunte dal governo, ma sconvolge, ci sia consentito, l’ascoltare di chi chiede l’intervento delle forze armate e, contemporaneamente, ritiene che il problema non sarà comunque risolto, perché si potrà andare avanti al massimo per un anno, nonostante il monito del Capo dello Stato. E poi? Le immagini di Napoli sommersa dai rifiuti hanno fatto il giro del mondo ed hanno impressionato anche gli abitanti delle zone più svantaggiate, che, evidentemente, una soluzione l’hanno comunque trovata. La situazione è tanto grave al punto che si litiga per decidere chi, per primo, deve sversare negli impianti per il trattamento dei rifiuti, con gli autisti degli autotreni costretti ad attese interminabili davanti al cdr. E nessuno ha notizia di guerre dichiarate alle popolazioni per questioni di rifiuti. L’assurdo è che, per la prima volta nella storia, l’esercito muoverà contro se stesso, atteso che avrà segnato il fallimento della struttura commissariale, formata da decine di funzionari, tra prefetti, sub-prefetti, tecnici, politici e portaborse, costati ai cittadini decine di milioni di euro. La discarica di Difesa Grande ha servito l’intera regione, ricevendo una quantità di rifiuti notevolmente superiore a quella prevista e nessuno pensa concretamente alla bonifica, mentre si è in attesa che venga disposta la realizzazione di un altro impianto a pochi metri di distanza, in località Ischia nel comune di Savignano Irpino e analoghe decisioni interesseranno altre zone della Campania, magari fino ad oggi candidate per ricevere strutture turistiche a servizio di oasi ambientali o parchi attrezzati. Sul piano concreto ad oggi la situazione è la seguente: l’unica discarica aperta è quella di Villaricca, che tra soli 10 giorni chiuderà visto che già presenta gravi problemi di fuoriuscita di percolato, e da quel momento resterà in funzione quella di Lo Uttaro, limitatamente alla provincia di Caserta, stante l’impossibilità di ipotizzare l’impianto di Serre, la cui realizzazione è stata bloccata dalla magistratura. Il commissario straordinario Guido Bertolaso ha chiesto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e al presidente Romano Prodi l’emissione del decreto legge che autorizzi una discarica per provincia e l’intervento dell’esercito, ma ha avvertito che la riapertura dei tre Cdr: Giugliano, Caivano e Pianodardine rappresentano soltanto una soluzione tampone. (di Tiziano Tedeschi)

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