Irpinianews.it

Emergenza cinghiali: in campo gli otto comuni del Greco di Tufo

E’ ancora emergenza cinghiali nell’areale degli otto Comuni del Greco di Tufo, con grossi danni alla coltivazione del pregiato vino docg Greco di Tufo, tanto che sono scesi in campo il Consorzio dei viticoltori del comprensorio, nonché tutti i Sindaci (Chianche, Torrioni, Petruro Irpino, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina, Montefusco, Tufo, Altavilla Irpina) del territorio interessato da quella che paradossalmente sembrerebbe una calamità. In un incontro tenutosi con l’Ente Provincia alla Caserma Litto lo scorso 26 agosto, a cui era presente anche la Regione Campania (Stapa CePica) e la Camera di Commercio di Avellino, voluto dal Consorzio degli Otto Comuni del Greco di Tufo e i Sindaci del comprensorio, è emersa la reale necessità di arginare il fenomeno di sovrappopolamento nell’intera zona che sta mettendo a serio rischio tutte le colture (anche la produzione di nocciole è gravemente compromessa da questi animali selvatici, un frutto di cui sono molto ghiotti) e quindi con gravi danni all’economia locale, messa quest’anno a dura prova anche dalla generale congiuntura economica. Ampia la disponibilità dell’assessorato provinciale all’Agricoltura rappresentato da Raffaele Coppola, che unitamente allo Stapa CePica di Avellino hanno garantito che nel corso della settimana prossima (dal 7 al 12 settembre) sarà convocata un altro incontro durante il quale saranno date delle risposte soddisfacenti per gli agricoltori. A quanto sembra c’è la concreta volontà di proporre e studiare una misura PSR (Piani di Sviluppo Rurare) appropriata unicamente per i danni subiti dagli animali selvatici. Intanto, le autorità competenti in materia unitamente all’associazione venatoria Italcaccia già si sono attivati per l’apertura anticipata delle riserve, la prima a partire in questi giorni è quella di Prata di Principato Ultra, seguiranno, poi, quelle di Chianche, Petruro, Torrioni e tutte le altre. Grossa attesa, quindi, per gli agricoltori consorziati che sperano in una fattibile soluzione del problema che non sta causando solo danni all’economia agricola locale, ma è diventato un vero e proprio allarme sociale per chi vive in questi luoghi. Il sovrappopolamento di questi animali selvatici mina perfino l’incolumità delle persone: c’è pericolo per gli automobilisti e per chi decide di fare una semplice passeggiata, in quanto le strade sia comunali che provinciali sono completamente invase da branchi di cinghiali. Fiducioso anche il presidente del Consorzio degli Otto Comuni del Greco di Tufo, Marino Donnarumma, convinto sulla necessità di aiuto ai produttori locali di uve che vivono quest’anno una difficoltà senza precedenti anche per quanto riguarda il prezzo di vendita del prodotto.

Exit mobile version