“Con questo ennesimo decreto del Governo sul disagio abitativo si perde un’occasione per dare una risposta in termini organici all’emergenza abitativa”. Così il senatore Enzo De Luca, che nel pomeriggio è intervenuto per il Partito democratico alla discussione per la conversione in legge, con modificazioni, del decreto relativo alle misure urgenti di contenimento del disagio abitativo di particolari categorie sociali. “Il problema non è nella sospensione del provvedimento relativo agli sfratti – ha aggiunto De Luca – quanto nel fatto che esso riguarda città metropolitane, città capoluogo, escludendo in tal modo altre parti del territorio del Paese. E dunque credo che sia una misura che non dà uguale risposta a tutti i cittadini che si trovano nella medesima condizione. La mancanza di un piano casa comporta anzitutto un ritardo rispetto alla realizzazione di opere pubbliche, edilizia pubblica ed edilizia popolare, nonché il rischio di incrementare situazioni di abusivismo, fenomeno grave, affrontato anche nella nuova direttrice dell’Unione europea, che sul fronte dei Lavori Pubblici individua quasi un Testo unico, con la possibilità di una risposta organica che metta insieme le opere pubbliche, i servizi e le forniture prevedendo uno sviluppo omogeneo su tutto il territorio nazionale”. Attenzione puntata, quindi, “sulla mancanza, nel decreto, dell’opportunità di attuare un riequilibrio territoriale del nostro Paese. Le zone interne – ha concluso De Luca – mancando un piano casa che dia una risposta organica all’emergenza, corrono il rischio di dover fare i conti con il dissesto idrogeologico. Specie in presenza di un abusivismo diffuso, incrementato anche dalla criminalità organizzata che, in alcuni settori ed aree del Paese, frena l’attuazione dei protocolli di legalità”.
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