
Dopo lo strappo di Ciriaco De Mita dal Partito Democratico, tutti gli occhi sono puntati sui nuovi scenari che caratterizzeranno la politica irpina e campana. Tante le voci e i sussurri circa il posizionamento dell’ex Presidente del Consiglio, ma di reale ancora nulla. Per ora tutti restano ai propri posti o quantomeno non hanno ancora deciso i vari assessori, consiglieri e presidenti di Enti di servizio che intenderanno seguire De Mita. Esclusa la lista fai da te per i tempi ridotti circa l’approssimarsi della scadenza elettorale, restano in piedi le possibilità di un avvicinamento del leader nuscano verso le posizioni della Rosa bianca senza escludere una convergenza elettorale ancora da definire con l’apparentamento con il partito di Pierferdinando Casini. Ipotesi suffragate anche dalle recenti dichiarazioni di De Mita sul tipo: “ Io torno alla mia tradizione, alla mia cultura, alle mie motivazioni. Io ho sempre ritenuto la politica la parola, e poco la convenienza. Faro “crescere la parola”. Il ritorno alle tradizioni e alla “mia cultura”, è il ritorno al centro, alla visione moderata che ha caratterizzato per anni l’attività del leader irpino. In tal caso, una convergenza al centro, e sarebbero alte le percentuali in Campania per essere l’ago della bilancia tra i due poli del Pd e del Pdl. Tutto comunque corre tra i telefoni bollenti dei vari leader nazionali e le segrete stanze degli incontri, lontane dagli occhi e dagli osservatori. In Irpinia resta comunque più forte la deflagrazione della porta sbattuta di De Mita nei confronti degli amici-nemici del Pd. Imbarazzo misto a costernazione, rammarico e desideri di vendetta: sono questi gli umori degli aficionados che, in attesa del via libera, si preparano a concorrere con il “giovane ottantenne” di Nusco alla prossima competizione elettorale con il desiderio di farla pagare “all’antipatico” Walter Veltroni. Per ora in casa Pd, in attesa anche della prossima riunione degli apparati drigenti provinciali per le decisioni del caso, emerge solo il documento della segreteria provinciale di Via Tagliamento a firma del coordinatore Giuseppe De Mita. Nella nota, inviata agli organi di informazione, viene espressa “la comprensione verso la persona e l’uomo politico, e parimenti di protesta per le modalità con le quali ne è stata costruita l’esclusione” Ed ancora, la tentazione di affidare la politica alla patinatura ed al disancoramento dalle relazioni con il territorio e con le persone ha già attraversato la società italiana ed ha avuto nel berlusconismo il suo prodotto di maggiore rilievo”. Un giudizio tutto sommato negativo sulle scelte della Direzione nazionale del partito che probabilmente non è stata digerita da molti aderenti dei democratici irpini ad iniziare dalla “componente” ex diesse. Per ora tranne l’adesione piena e convinta di alcuni presidenti di Comunità Montane, ad iniziare da Giuseppe Di Milia dell’Alta Irpinia e Nicola Di Iorio della Terminio Cervialto e del manager del Moscati Pino Rosato, sono ancora molte le bocche cucite… Regna l’incertezza e le prossime mosse saranno decisive per comprendere la portata dell’effetto De Mita. Per ora, hanno espresso l’adesione al partito di Veltroni, gli assessori regionali Enzo De Luca,Antonio Valiante e Angelo Montemarano, tre pezzi da novanta che hanno già dichiarato: “Addolorati per Ciriaco…ma restiamo in giunta”. Ancora da definire, ma giustificabili per l’improvvisa accelerazione dello scontro con il Pd da parte di De Mita, le posizioni del capogruppo consiliare della Regione Mario Sena, dello stesso Tino Iannuzzi che seppur “rammaricato”, invita “alla coesione interna”. In attesa degli eventi, qualcosa comunque inizia a muoversi: sembra confermata la notizia, in funzione dei previsti strappi e lacerazioni che investiranno il Pd irpino, che da Roma sono in molti a ritenere utile e funzionale un ”occhio particolare” sulla segreteria provinciale del partito di Via Tagliamento, per tenere desta l’attenzione della nuova linea sull’onda del rinnovamento e non condizionata dall’onda di Ciriaco De Mita che come ha riferito a Sky 24 nella trasmissione Controcorrente intende contribuire da “protagonista” alla partecipazione attiva della vita politica italiana.