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“I numeri – si legge nella nota sindacale a sei mani – che si commenterebbero da soli, si riferiscono solo alle visite di controllo effettuate, per cui, si tratta di un campione che può dare solo una idea verosimile di quanto sia diffuso il fenomeno del ricorso al lavoro irregolare nei cantieri irpini”. E’ stata poi richiesta la convocazione urgente presso la Prefettura di Avellino, della task force presso l’osservatorio dei lavori pubblici. E’ necessario, infatti, secondo le organizzazioni di categoria, proseguire con sempre maggior coordinamento tra gli organi ispettivi alla fase di controllo del lavoro in edilizia in Irpinia e coinvolgere nell’azione del Cles le Asl operanti sul territorio, attualmente non inserite nell’ambito del coordinamento con gli altri organi. “E’ necessario – hanno dichiarato i segretari Famiglietti, De Feo e Melchionna – riunire con la massima urgenza anche i tavoli presso il comune e la provincia di Avellino, per dare ulteriore slancio all’azione del protocollo per il controllo degli appalti pubblici. Il fenomeno del lavoro irregolare – hanno inoltre dichiarato – è ormai la norma. Più di due cantieri su tre presentano irregolarità di varia natura. Encomiabile lo sforzo delle forze dell’ordine e degli organi ispettivi ma è necessario un coordinamento sempre maggiore nelle operazioni di controllo, così come è necessaria una forte presa di posizione da parte delle associazioni di categoria degli imprenditori edili, perché di fronte ad un fenomeno di tali proporzioni, tutti devono rafforzare il proprio impegno”. I segretari di Fillea, Filca e Feneal hanno poi evidenziato come l’azione degli ispettori è talvolta ostacolata anche da leggi nazionali, che per questioni economiche e finanziarie hanno determinato la riduzione degli organici in forza agli enti preposti al controllo.