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Secondo quanto emerso dal dossier Torino è la città più attenta ai “cittadini – bambini”. Con Ravenna, Roma e Modena, compone il poker premiato da Legambiente. Ma la città ideale per i più piccoli ancora non esiste. Anche se è quantomeno possibile inventarla: potrebbe trovarsi in una regione come l’Emilia Romagna, dove i tanti servizi, tradizionalmente di qualità, si completano con alcuni strumenti che favoriscono la partecipazione dei bambini allo sviluppo del territorio. Gli uffici tecnici però si troverebbero a Torino, la cui amministrazione vanta una storica tradizione a favore delle politiche per l’infanzia. La cornice migliore per le attività, poi, sarebbe Roma: qui infatti la qualità culturale del territorio, favorita dai progetti dell’amministrazione, non ha uguali rispetto al resto d’Italia. Il cuore della città, infine, sta in Sicilia e per la precisione a Caltanissetta. Il capoluogo nisseno ha scelto, infatti, di coinvolgere i giovanissimi in un percorso partecipato di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva che vale la pena di tenere sotto osservazione per comprenderne meglio i contenuti e, magari, proporla ad altre amministrazioni non solo del Sud. Insomma, in fin dei conti un gioco di immaginazione che rispecchia la storia dei dieci anni di Ecosistema Bambino.
Per quanto riguarda la situazione regionale e locale, sembra che la Campania dopo un innegabile sprint iniziale non dia più molta importanza ai cittadini più piccoli.
“Ad Avellino – è il risultato di Legambiente – i progetti che vedono i bambini impegnati per alcuni anni in attività di vigilanza ambientale e in consulte giovanili dimostrano come nel tempo le politiche per l’infanzia possano rappresentare un fiore all’occhiello, un indicatore di qualità, per quelle città del Sud che intendono perseguire la via del risanamento. Per 6 anni, infatti, l’amministrazione migliora sempre di più la propria posizione investendo oltre che sui servizi di base anche su iniziative che possono costruire un nuovo senso di appartenenza alla comunità locale. Purtroppo i bambini di Avellino non hanno potuto contare sulla continuità dell’impegno, negli ultimi anni, infatti, nessun cenno di risposta, nessuna comunicazione da parte degli assessori del comune campano”.
Per quanto riguarda altre province regionali “… Salerno fin dalla prima indagine è stata un altro fiore all’occhiello del sud, negli ultimi anni si evince una maggiore disattenzione. Inizialmente, infatti, a Salerno grazie ad un’apertura a forme di partecipazione anche piuttosto differenziate (consigli comunali, attività di vigilanza ambientale, progetti di adozione del territorio) i ragazzi potevano prendere parte alla riqualificazione di piccoli spazi della propria città; da alcuni anni seppur non si possa parlare di completo disinteresse alle politiche per gli under 14 siamo ben lontani da un impegno concreto di promozione di una cittadinanza attiva dei più piccoli. Napoli è la città meridionale che mediamente si è posizionata meglio in questi dieci anni di ricerca sulle politiche per l’infanzia mostrando una particolare attenzione verso i progetti di promozione della partecipazione e della cittadinanza attiva degli under 14. Sono, infatti, divenuti negli anni un’interessante e meritoria consuetudine gli investimenti dell’amministrazione per le azioni di adozione del territorio e di progettazione partecipata oltre alle numerose iniziative culturali”.