Provincia – Sant’Angelo dei Lombardi, Lacedonia e Baiano: sarebbero, queste, secondo i tecnici della Provincia, le potenziali ‘vittime’ delle ecoballe. Per la presidente Alberta De Simone, quale subcommissario per l’emergenza rifiuti, corre l’obbligo di individuare un sito per lo stoccaggio e i tre nomi sarebbero scaturiti da un vertice tenuto a Palazzo Caracciolo tra gli esponenti della Giunta ed i capigruppo consiliari della maggioranza. Un incontro per lo più interlocutorio anche se la vera minaccia al momento è la tempistica. In tempi brevi, infatti, occorre fornire una risposta alla richiesta del commissariato. L’iter per la scelta dell’area è già in possesso della Provincia grazie agli studi effettuati circa tre anni fa, quando una equipe di tecnici fu designata per individuare cinque aree idonee alla creazione di un sito di stoccaggio per fos e sovvalli a norma. Una ricerca che ha anche evidenziato come due terzi del territorio provinciale siano ricchi di falde acquifere, calcaree e permeabili, inutilizzabili quindi per la creazione di siti di stoccaggio. Dal dossier vanno esclusi contrada Ischia a Savignano, destinata ad un sito di stoccaggio per fos e sovvalli, e la cava individuata sul territorio di Ariano che, come previsto dal decreto di riapertura di Difesa Grande, non può essere interessata da impianti per il conferimento di rifiuti. Restano quindi al vaglio Sant’Angelo dei Lombardi, Lacedonia e Baiano. Ma si tratta soltanto di ipotesi. La discussione riprenderà quando i tecnici avranno terminato le verifiche necessarie a valutare se le aree irpine rientrano in quella parte di territorio in cui è possibile realizzare lo stoccaggio dei rifiuti.
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