Ecco la Social Card: da dicembre il bonus sui consumi dei più poveri

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Nasce la Social Card: la ricetta del governo italiano per il sostegno al consumo delle fasce deboli della popolazione. A presentarla il Ministro Giulio Tremonti che ha illustrato tempi, modi e requisiti per l’accesso al servizio.

COME FUNZIONA – La social card appare come una carta di credito ma il suo funzionamento è diametralmente opposto, cioè conterrà una quota di denaro periodica che verrà scalata progressivamente in base agli acquisti effettuati dai possessori. L’iniziativa partirà a dicembre e per l’ultimo trimestre del 2008 sarà retroattiva. Per ogni mensilità l’importo ‘bonus’ equivale a 40 euro per cui i primi richiedenti avranno una disponibilità pari a 120 euro. Successivamente, a partire da gennaio, le ‘ricariche’ saranno bimestrali ed ammonteranno quindi a 80 euro mensili. Per richiederla bisognerà recarsi presso un qualsiasi ufficio postale mentre la documentazione correlata è scaricabile anche via internet (www.mef.gov.it).
La social card potrà essere utilizzata per gli acquisti di tipo alimentare e per avere sconti presso altre attività commerciali. In entrambi i casi si tratterà di esercizi convenzionati con l’iniziativa. Inoltre si otterranno agevolazioni sui consumi energetici ed una serie di ulteriori vantaggi che sono tuttora al vaglio. Punto cardine del progetto, i destinatari: saranno circa 1,3 milioni di italiani per un costo totale dell’operazione che a pieno regime dovrebbe assestarsi intorno ai 450 milioni di euro. La card riguarderà le famiglie numerose, quelle con reddito basso e gli anziani. In riferimento a questi ultimi sono state individuate due fasce d’accesso: dai 65 ai 69 anni con pensioni di 6mila euro annui: oltre i 70 anni con trattamento non superiore agli 8mila euro. Saranno beneficiari poi anche gli anziani al di sotto della soglia dell’imposizione fiscale e chi risulterà con meno di 15mila euro di risparmi bancari.

IL DIBATTITO POLITICO – “Non si tratta di elemosina”, ha dichiarato il Ministro Tremonti in replica alle accuse dell’opposizione circa la natura dell’intervento. Per il numero uno dell’economia nazionale la misura è la risposta concreta ai problemi della gente, una iniezione di liquidità nelle tasche delle fasce deboli, molto utile per le spese di prima necessità. Tremonti ha inoltre evidenziato come la Social Card abbia già un valido precedente: quel Food Stamps Program attuato nel 1939-1943 negli USA. “Un’idea vecchia, visto che risale agli anni quaranta”: ha rimproverato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani proprio in tal senso. Ma le critiche non si fermano qui. Per il Pd si tratta di una beffa, vista la pochezza pecuniaria, secondo il partito di Veltroni, dell’aiuto economico effettivamente apportato. Molto duro l’intervento di Caruso, ex parlamentare del Prc ed esponente no global che ha ironizzato sull’intento di clonare la card per renderla accessibile anche ai precari e ai disoccupati. Caruso ha poi evidenziato la disparità di trattamento tra poveri e ricchi, menzionando il denaro pubblico utilizzato a: “Sostegno delle banche e degli speculatori finanziari”.

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