“L’antitesi della città è il deserto. E dal deserto nessuna città si salva da sola”. È probabilmente questa la frase che meglio sintetizza la visione del sindaco di Avellino, Nello Pizza, racchiusa nelle linee programmatiche che venerdì approderanno in Consiglio comunale per il voto. Un passaggio politico decisivo, destinato a chiarire gli equilibri della nuova consiliatura e a definire con nettezza il perimetro della maggioranza e quello dell’opposizione.
Il documento, articolato in undici capitoli, è molto più di un elenco di interventi amministrativi. È una dichiarazione d’intenti che punta a ridisegnare l’identità del capoluogo irpino, partendo da un giudizio severo sull’eredità ricevuta. Pizza parla infatti di una “città in ginocchio, senza un’idea di sé, marginale, ripiegata su se stessa”, promettendo di non utilizzare il passato come alibi ma come responsabilità da affrontare.
Il filo conduttore è racchiuso in quattro parole: legalità, trasparenza, partecipazione e competenza, indicate come metodo di governo. “Non è uno slogan, è il metodo con cui governeremo”, scrive il sindaco, che apre il programma con un forte richiamo alla giustizia, proponendo un Comune “casa di vetro”, criteri di merito nelle nomine e perfino l’introduzione della clausola del salario minimo di 9 euro negli appalti comunali.
Ampio spazio è dedicato alla partecipazione dei cittadini, con la riforma dello Statuto, il rilancio del Forum dei Giovani, il bilancio partecipato e una profonda digitalizzazione della macchina comunale.
Tra le priorità indicate emergono anche la rigenerazione delle periferie, il rilancio delle politiche sociali e il piano per affrontare l’emergenza abitativa, con censimento degli alloggi popolari, manutenzione straordinaria e una nuova politica per la casa.
La visione urbanistica immaginata da Pizza è quella di una “città verde, accogliente e vivibile”, con un grande Piano del Verde, la valorizzazione del Fenestrelle, la mobilità sostenibile e l’obiettivo di una metropolitana regionale che colleghi Avellino a Napoli passando per Salerno. Sul fronte ambientale vengono rilanciati anche il contrasto alla privatizzazione dell’acqua, le comunità energetiche e la riqualificazione dell’area ex Isochimica.
Nel programma trovano spazio anche cultura, università e sviluppo economico. Il sindaco punta ad attrarre un dipartimento dell’Università di Salerno a Borgo Ferrovia, a rafforzare il ruolo del Conservatorio Cimarosa e a fare di Avellino la capitale dell’enologia del Mezzogiorno, valorizzando il sistema delle tre Docg irpine.
Non manca un capitolo dedicato al commercio, con il ritorno del mercato bisettimanale allo stadio Partenio, e alle attività produttive, attraverso il rilancio dell’area Asi di Pianodardine come polo dell’innovazione.
Chiude il documento un forte richiamo al ruolo della politica e del Consiglio comunale. “Non prometto miracoli. Ma assicuro metodo, presenza e schiena dritta”, conclude Pizza, chiedendo ai consiglieri di approvare le linee programmatiche “non come maggioranza e opposizione, ma come Consiglio comunale della città di Avellino”.
