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La promessa: Stellato predica umiltà e prova a non sbottonarsi ma l’appetito vien mangiando… “L’anno scorso ho segnato 16 gol, il mio record personale. Ripetersi è sempre difficile, ci proverò, ma preferisco anteporre le gioie del gruppo a quelle personali. Meglio un gol in meno ed una vittoria in più”.
Esperienza: è tra i cosiddetti “senatori”. Classe ’81, può fare da chioccia ai più giovani ma il primo a mettersi in discussione è proprio lui. “Vivo nell’area di rigore, vivo per il gol, ma il mio curriculum oggi interessa poco e niente. Sono andato forte negli ultimi anni, non può che farmi piacere, ma si vive di presente, il passato deve essere accantonato. Devo resettare tutto e sudarmi la maglia da titolare”.
Il mister: “Brava persona, oltre che tecnico preparato. Disciplinato tatticamente, sa gestire il gruppo. E’ un amico quando sveste i panni dell’allenatore, ed è molto comprensivo. Ma quando si tratta di riprenderti non guarda in faccia a nessuno. Se ne infischia se ti chiami Stellato o Pinco Pallino. E fa bene”.
Maledizione: quella di Stellato ha nome e cognome ben precisi: play-off. Ne ha disputati due di fila in Eccellenza e si è sempre fermato alla semifinale. Due anni fa, in forza all’Alba Durazzano, fu beffato dalla Battipagliese. La scorsa stagione altra ferita con il Serino, piegato dall’Ebolitana. “ Devo sfatare questo tabù – dice il bomber dell’Hirpinia – Il nostro obiettivo è la salvezza, vero, ma sotto sotto la semifinale play-off quest’anno vorrei giocarla e vincerla. Sognare non costa nulla”.
Il Presidente: è una grande persona capace di gestire una società perfetta: “Mai vista roba del genere in queste categorie. Cura in modo maniacale ogni cosa, interagisce con i suoi collaboratori ed è uno sprone continuo. E poi il ritiro a San Gregorio Magno è un lusso che forse non possono permettersi neanche le squadre di Interregionale. Meglio per noi. Il Presidente è un vincente. Vogliamo seguirlo per vincere insieme”. L’Hirpina darà filo da torcere a tutti. (di Mauro Mastroberardino)