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Come ogni volta che in Italia si pronuncia la parola aborto anche nel caso dell’adozione della Ru 486 si è scatenato il dibattito per lo più politico e spesso privo di fondamento scientifico, tra quanti si dicono a favore e quanti contro. Non hanno fatto eccezione alcuni politici del territorio come Arturo Iannaccone all’epoca delle sue dichiarazioni segretario del Movimento per le autonomie (oggi Noi Sud ndr) che definì la pillola come l’ennesimo cedimento alla cultura della morte; di avviso diverso Rossella Iacobucci responsabile Questioni di Genere del Prc che inveì contro la decisione del Senato di bloccare l’utilizzo del farmaco, definendo la scelta del Governo l’ennesimo atto contro la libertà delle donne.
In ogni caso la Commissione regionale si riunirà il prossimo 4 marzo anche se sembra che per avere la pillola in Campania bisognerà aspettare aprile o maggio. Per quanto riguarda il Moscati non dovrebbero esserci grossi problemi rispetto al progetto presentato in quanto l’incremento di personale medico e spese in generale dovrebbe essere minimo. Abbiamo chiesto un parere al dottor Riccio in merito alle polemiche e alle divisioni che sul tema si sono registrate anche in ambito medico. “C’è poco da essere a favore o contro. Nel momento in cui l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco ndr) l’ha approvata, un medico è come un funzionario che esegue ordini”. Gli ordini in questo caso sono quelli previsti dagli articoli 4, 5, 8 e soprattutto il 15 della legge 194, che recita: “ Le Regioni, d’intesa con le Università e con gli Enti Ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”. “Se un medico non firma l’obiezione di coscienza – conclude Riccio – deve applicare la legge, altrimenti sarebbe come un militare che diserta la leva”. (di R.F.)