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“E il mare rispose”: il romanzo del commercialista innamorato delle parole, che celebra le radici

AVELLINO- Leggendo la trama, il titolo e le immagini che accompagnano il romanzo “E il mare rispose” nessuno potrebbe pensare che si tratta della prima opera di un commercialista, che vive ogni giorno tra la freddezza dei numeri, il suo pane quotidiano e anche il suo amore per una scienza che non si interroga molto sui sentimenti quanto piuttosto sui dati e sui conti. Poi, ascoltando Guido Mazzei, l’ autore dell’ opera edita da “Morphema”, si comprende che c’è anche un altro amore: le parole. Le parole sono insieme al mare, quello che rappresenta la metafora dell’ animo umano, protagoniste della storia di resilienza e di coraggio di Lucia. Il coraggio di affrontare il dolore. Qualcosa da cui oggi tutti cercano di fuggire creandosi una “corazza”. Ma quanto è fragile? Guido Mazzei lo racconta e lo analizza in maniera chiara. Così Lucia scopre che per affrontare questo dolore, che può essere anche una delusione di qualsiasi genere, una strada c’è. Tornare alle radici. Una resilienza di ritorno, quella di Mazzei: dalla frenesia di una grande metropoli come Milano al paese di origine. E qui c’è un alleato, che più che un luogo fisico diventa metafora di un luogo dell’anima: il mare. Le radici sono importantissime. E ce lo ha spiegato. A partire dalle esigenze dello stesso autore:”Questo romanzo nasce da una duplice mia esigenza. Sono un commercialista nella vita e quindi mi occupo e vivo tra i numeri, che tra l’altro sono anche il mio pane quotidiano”. L’amore per i numeri ma anche per qualche altra cosa: “ho sempre amato anche le parole, quelle dette, ma soprattutto quelle scritte e il mio sogno da sempre è stato quello di poter raccontare una storia mia”. Qui per Mazzei c’e’ una doppia esigenza: “Riuscire a a creare una storia dove potessi dare un messaggio, che poi è quello che ho voluto indicare nel libro. Un messaggio di resilienza, di forza, di capacità di reagire”. C’è un altro elemento che ha caratterizzato questo romanzo: “ho una passione da sempre per il mare, che spesso definisco il mio mare dentro, nel senso che quel luogo che può essere anche metaforico. Però diventa il luogo dove ritrovo la mia autenticità. A cospetto del mare mi sento me stesso, sto bene. Volevo che il mare fosse un protagonista, infatti è presente nel titolo, nella copertina e non è soltanto un luogo fisico è proprio un protagonista del romanzo. Interagisce con gli altri protagonisti. Penso che ci sia una grande assonanza tra il mare e l’animo delle persone. Il mare può essere sempre in mutamento: e’ sempre in cambiamento. Il mare può essere calmo, agitato, mosso, in tempesta, proprio come lo stato d’animo delle persone in base alle situazioni che viviamo. Quindi mi piaceva utilizzarlo come metafora per raccontare lo stato d’animo di Lucia che e’ la protagonista”. Anche Lucia è un personaggio metaforico, perche’, racconta Mazzei: ” Lucia è servita il tramite per raccontare il passaggio delicato che ogni essere umano si trova ad affrontare quando un dolore grande lo investe. In maniera naturale penso che la prima cosa che facciamo e fermarci. Ci blocchiamo, ci proteggiamo e poi individualmente ognuno ha il modo di reagire”. Niente eroismo, quello di Lucia e’ un personaggio normale, con le sue fragilita’: “Volevo che Lucia non fosse essere un’ eroina, doveva essere una una donna vera, facilmente riconoscibile, anche fragile, che magari di fronte a questo dolore fa proprio questo. Lei si protegge, quindi scappa e si crea una nuova vita, una bolla, una corazza e lei crede che sia una corazza invece è un velo che la protegge dalla vita frenetica e da cio’ che gira intorno, ma non da se’ stessa. Il messaggio che volevo dare è proprio questo : che arriva il momento in cui ci dobbiamo fermare, guardando in faccia il nostro dolore che non e’ solo quello dovuto a un grande dispiacere, ma anche magari una delusione oppure ti trovi un bivio, devi compiere una scelta difficile, quindi quei momenti in cui ti devi un attimo fermare e pensare: cosa faccio?
Volevo spiegare questo che a un certo punto si rende conto che per prendere in mano la propria vita i dolori vanno affrontati e quindi lei questo fa, ritorna alle origini e si rende conto che poi il ritorno all’origine è anche un ritorno ai valori. Ho voluto anche M sottolineare tre elementi importanti a cui vi credo molto: i legami affettivi, infatti sono molto presenti anche in maniera forte nel romanzo. Il valore delle radici, perché per me sono il punto di partenza. Nei ringraziamenti ho associato le radici ai miei genitori e usando una metafora letteraria l’ho definito proprio come il mio primo capitolo, quello fondamentale, quello da cui si parte e quello più importante perché da quello si è passato a tutti gli altri e senza di quello tutti gli altri non ci sarebbero stati, perché per me le radici sono fondamentali. E lei in questo caso che fa? Riscopre queste radici, perché lei da Milano ritorna al paese di origine e si sente accolta.. Infine il terzo elemento, il luogo del cuore ,nil luogo dove si sente bene. In questo caso è il mare come come me perché mi è stato facile spiegarlo perché è quello che avrei fatto io. Perché i luoghi del cuore sono quelli che ci fanno stare bene quelli che ci ci calmano nei momenti di di preoccupazione di angoscia”. Alla presentazione di questo pomeriggio alla Mondadori Bookstore, anche l’avvocato Maria Rita Martucci, che ha interpretato quattro brani. Anche in questo caso, pur essendo abituata a parlare di diritto, si e’ scoperto che ama parlare di sentimenti e ha anche aggiunto: “onorata di essere stata scelta, l’autore e la famiglia sono per me radici perché mi hanno accompagnato nella mia vita con affetto e presenza costante”.

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