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E’ buono lo stato di salute della Concia secondo l’indagine Unic

Solofra – Mette di buon umore il rapporto ambientale effettuato dall’ Unic. Non solo agli operatori locali, ma soprattutto all’assessore alle Attività produttive Carmine Antonio De Vita. Dal tracciato dell’ Unic si evince infatti uno stato di salute della concia italiana piuttosto solido. Il 2,35 per cento del fatturato della conceria italiana viene investito sulla prevenzione e riduzione dell’impatto ambientale. Il settore conciario ha ridotto del 90 per cento le sostanze inquinanti degli scarichi; contribuisce con gli impianti consortili alla depurazione civile; presenta più sicurezza nel lavoro e assenza di infortuni mortali secondo l’Inail nel 2006 ed altro ancora. Per l’assessore De Vita: “Il quadro che emerge dal Rapporto Ambientale 2006 è decisamente positivo sia per quanto riguarda l’aspetto ambientale che sociale. Si tratta senza dubbio di un riconoscimento agli sforzi sostenuti, in questi anni, dal comparto produttivo nel suo complesso”. Ciò però non significa un punto di arrivo “al contrario – precisa – è un ulteriore stimolo a compiere altri sforzi per andare avanti”. De Vita sostiene che la strada da perseguire resta quella dell’ innovazione e della ricerca “perché entrambe devono necessariamente sostenere il percorso di crescita delle aziende conciarie”. Strade che servirebbero pure a dare una successiva spinta alla realizzazione dell’ Universitas della concia che “accoglierà in sé spazi dedicati alla ricerca ed alla innovazione tecnologica, come pure al marketing, alla promozione della pelle lavorata a Solofra, oltre allo sviluppo di nuove figure professionali delle quali l’ industria moderna necessita. L’ Universitas – conclude – dovrà essere, dunque, anche e soprattutto un momento di raccordo con il mondo dell’ Università e dell’ Istruzione secondaria superiore”. (di Dante Grimladi)

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