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Diverse radici sociali, ma stessa sorte, per un affermato quarantenne di Chiusano. A ritrovare il corpo senza vita è stato il fratello residente nello stesso stabile e che, insospettitosi dell’assenza dell’autovettura del fratello dalla sera precedente, si è recato prima sul luogo di lavoro e poi presso una seconda abitazione di proprietà della vittima, in località Acqualemme. Qui la tragica constatazione: all’interno della sua autovettura parcheggiata nel garage il corpo del suicida. Anche in questo caso i carabinieri non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Le successive indagini hanno permesso di escludere ogni altra pista. Anche in questo caso, dunque, si è trattato di suicido. Dai primi accertamenti effettuati dai Carabinieri è stato quindi possibile affermare che la causa della morte è stata il soffocamento. All’interno dell’abitacolo, infatti, vi era il cadavere dell’uomo con la testa avvolta in un sacchetto di plastica, legato intorno al collo. Accanto ad esso un biglietto di addio e di scuse rivolte ai familiari, privo, però, di una qualsiasi plausibile giustificazione per il folle gesto. Potrebbe apparentemente trattarsi di un atto dettato dalla solitudine o da un profondo disagio interiore, mai palesato o confidato neanche ai familiari. Tuttavia, le indagini dei Carabinieri sono ancora in corso: si scava nel passato e nella vita privata della vittima al fine di risalire ai motivi che possano avere indotto l’uomo a togliersi la vita.