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Ds irpini e il futuro che verrà tra… Correntone e correnti

Avellino – Ds, la resa dei conti è vicina. Questo pomeriggio il confronto della Quercia provinciale che si riunirà alle ore 17.00 presso l’hotel Cappuccino di Capriglia. Ancora una volta, l’ordine del giorno è l’irrisolta questione delle nomine dell’Alto Calore Patrimonio e Servizi. Una vicenda che ha finito per rendere ancora più vacillanti i rapporti delle varie anime all’interno dei Ds locali. Tanto per intenderci bassoliniani e mussiani-fassiniani. Da parte bassoliniana si continua a rivendicare il riequilibrio tra le varie rappresentanze e la presenza di un componente del Sannio in uno dei Consigli di Amministrazione, dall’altro ci si appella alle quote nelle assemblee dell’Ente idrico e non solo. Un braccio di ferro dove non mancano accuse e sferzate. Nessuno ha intenzione di cedere. La maggioranza a quanto pare non farà dietro front nemmeno rispetto alla presidenza dell’Alto Calore Servizi che dovrà ricadere su Sergio Papa (mussiano) in nome della continuità. Insomma uno strappo che al momento appare insanabile. Non va meglio la situazione dei Democratici di Sinistra a livello nazionale che in Irpinia ha una sua folta rappresentanza in quota mussiana, che di fatto insieme al gruppo fassiniano “governa” la segreteria provinciale guidata dal neo segretario Carmine Russo. A nessuno è sfuggito, nel corso dell’inaugurazione dell’evento tenutosi a Palazzo Caracciolo lo scorso 10 ottobre alla presenza del Ministro dell’Università, l’incontro con il referente nazionale della sinistra Ds, ad iniziare da Michele D’Ambrosio e Raffaele Aurisicchio, Franco Mazza, il giovane Roberto Montefusco, etc.etc. E’ stato solo un cordiale saluto all’importante ospite, oppure l’inizio della scissione che avverrà? Ai posteri la sentenza, ma le premesse ci sono tutte, anche perché Fabio Mussi dirà addio a Piero Fassino. Obiettivo finale del Correntone sarà una lista per le europee con Prc, Pdci e Verdi in contrapposizione con quella dell’Ulivo. Per il momento è solo una questione di tempi. La separazione avverrà ora o dopo il congresso? Ad oggi poche parole, ma fatti che confermerebbero l’intenzione. Tra questi: i nuovi lavori nella sede del giornale dell’area, riunioni e contro riunioni, contatti con pezzi della Cgil e anche qualche dichiarazione resa ad un noto quotidiano nazionale. “Non siamo noi – ha sottolineato Fabio Mussi – ad andarcene ma sono loro che chiudono il partito”. A questo punto sarà interessante capire cosa faranno i diesse irpini, nel caso di una probabile scissione. Può apparire fantapolitica, ma sulla scacchiera della politica irpina diessina, è facile immaginare D’Ambrosio, Giusto, Aurisicchio, Bruno Fierro ed altri importanti dirigenti a sinistra della sinistra Ds (Rifondazione?), la De Simone con Carmine Russo nel partito Democratico insieme ai bassoliniani della D’Amelio, Lucio Fierro e Adiglietti. Se così fosse, è facile prevedere nuovi mutamenti nella “gerarchia” della Federazione provinciale con nuove ed insolite maggioranze anche all’interno dello stesso centrosinistra irpino.

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