
Capriglia Irpina – Partito Democratico, gestione della crisi in città, portata del confronto politico. Il segretario provinciale dei Ds Carmine Russo scuote le ‘coscienze’ del partito riunitesi all’hotel Cappuccino di Capriglia Irpina in occasione dell’assemblea provinciale della Quercia. In agenda: questioni tesseramento, congresso nazionale e situazione politica. Al tavolo il massimo esponente provinciale, Russo, il deputato Raffaele Aurisicchio e il segretario regionale dei Ds Enzo Amendola. In sala, tutte le anime della Quercia (tra gli altri: De Simone, Fierro, Giusto, Di Iorio, Giordano, Todisco, Vetrano, etc). Una discussione per “richiamare il partito alla civiltà della discussione” dove non sono mancati attacchi alla gestione diessina della crisi al Comune. Una crisi che a sentire Carmine Russo è tutt’altro che chiusa. L’intervento del vertice provinciale chiama direttamente in causa la segreteria cittadina “più volte sollecitata per un maggiore coinvolgimento nella gestione della impasse a Piazza del Popolo. Istanza rimasta priva di risposte. Non si chiude la crisi su una parola. Ritengo discutibili i comportamenti e le modalità che hanno definito la trattativa. Per quanto mi riguarda la crisi in città è solo sospesa”. Parole che risuonano come macigni all’indomani delle affermazioni del capogruppo consiliare Sergio Barbaro che aveva allontanato qualsiasi ipotesi di compromesso. “Sulle questioni moralità, legalità e trasparenza – aveva spiegato durante l’assise – si è registrata la piena condivisione delle nostre ragioni”. Dichiarazioni dalle quali i tre compagni di Palazzo di Città, Vetrano, Spica e Todisco prendono le distanze. Lunghezze di vedute che il Presidente del Consiglio comunale ribadisce al tavolo di Capriglia sottolineando la necessità di “chiarire i rapporti tra chi rappresenta gli interessi pubblici e chi, invece, quelli privati”. Sulla stessa linea d’onda Francesco Todisco che parla di “forte disparità di vedute”. Su due punti principalmente: “Un documento fragile, privo dell’essenziale e il mancato coinvolgimento del partito nella gestione della crisi”. Pareri ‘discordanti’ dunque ma lontani da qualsiasi disegno di ‘rottura’. ( di Marianna Morante)