“Droga party”: per molti degli indagati non si parla di violenza

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Ariano Irpino – Carmine Cocca è attualmente in carcere ma non per l’operazione “Droga party” bensì per altri reati commessi in precedenza: il 9 maggio scorso il Tribunale del Riesame ha infatti revocato l’ordinanza per un difetto di notifica ovvero, come ha precisato il suo difensore, l’avvocato Massimo Preziosi, “…per la perdita di efficacia delle misure cautelari per decorrenza dei termini previsti dalla Legge”. Resta in carcere anche Alberto Intonti ma “…la restrizione non è dovuta alle accuse di violenza sessuale in quanto il mio assistito – spiega l’avvocato Luigi Franza – è estraneo a tale capo d’imputazione”. L’ex calciatore dell’Ariano Simone De Medici è stato scarcerato: la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli è arrivata nella tarda serata del 13 maggio scorso ed è stata confermata dal penalista avellinese Italo Benigni. A ritornare in libertà, come è avvenuto per il terzino di Mercogliano, anche Angelo Massaro, Aldo Corsaro, Carmine Memoli ed Antonio Canaglia. Del passaggio dalla detenzione in carcere ai domiciliari hanno beneficiato Liberato Scarpellino, Flavio Rubino e Marco Scaperrotta. Questa, in sintesi, la posizione giudiziaria degli otto irpini che il 21 aprile furono tratti in arresto insieme a Ciro Torraco di Foggia e a Giorgio Del Vecchio di Nola dagli Agenti della Squadra Mobile di Avellino guidati dall’Ispettore Giovanni Trabunella e dai poliziotti del Commissariato di Ariano Irpino comandati dall’Ispettore Gaetano Frongillo. Un blitz, scattato nella notte, a conclusione dell’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Ariano Irpino nella persone del dottor Amato Barile e del Pubblico Ministero Daniela Tognon. Gli Agenti, ricordiamo, hanno notificato le dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari Gabriella Buonavolontà con l’accusa di cessione di droga per tutti e per alcuni anche l’imputazione di violenza carnale su minori ed atti di libidine violenta. Oltre agli arrestati ci sono anche 11 denunciati. Secondo quanto ricostruito nel corso dell’attività investigativa, sarebbero quattro le ragazze, tutte minorenni all’epoca dei fatti, vittime della violenza sessuale. Alcuni di loro adescavano giovani di Ariano Irpino. Le invitavano a feste all’apparenza normali che si svolgevano in una villetta a Rione Martiri alla periferia della città del Tricolle. L’operazione “Droga party” ha destato scalpore e prese di posizione da parte di cittadini ma anche di istituzioni e della Chiesa. Un fatto di cronaca che è rimbalzato anche alla ribalta nazionale: il 21 aprile nell’Ufficio del Procuratore Barile c’erano tutti gli organi d’informazione locale ma anche ‘Sky’, il ‘Tg5’, la ‘Rai’. Oggi a distanza di settimane le posizioni degli indagati sono state chiarite grazie al pronunciamento del Tribunale del Riesame tant’è che l’accusa di violenza sessuale ‘esplosa’ a ciel sereno sembra aver preso un’altra strada…come se fosse passata in secondo piano. Ma la Giustizia è anche questo ed ora bisognerà attendere un eventuale rinvio dinanzi al Giudice ed i tre gradi di giudizio per scoprire la verità dei fatti. (e.b.)

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