AVELLINO- “Un sodalizio stabile e duraturo, con ramificazioni capillari e “tentacolari” sul territorio campano”. Cosi’ il Gup del Tribunale di Napoli Fabrizio Finamore ha definito nelle trecento pagine della sentenza nel processo con rito abbreviato del 19 dicembre scorso, il gruppo dedito allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana guidato dal carcere dal ras Americo Marrone e sgominato da un’operazione della Dda di Napoli coordinata dal pm antimafia Henry Jhon Woodcock ed eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino, la Sezione Antidroga, che aveva effettuato nel corso delle indagini arresti e sequestri di sostanza stupefacente.
LE CONDANNE
Il 19 dicembre scorso il verdetto del Gup nel processo con rito abbreviato: quattordici anni, un mese e dieci giorni per il ras Americo Marrone, capo promotore del sodalizio, che anche dal carcere impartiva direttive al gruppo, in particolare alla moglie Porchi Tiziana, condannata a sette anni e due mesi e al nipote D’Angelo Valentino. condannato a sei anni e otto mesi (scarcerato per la retrodatazione della misura cautelare) tutti difesi dall’avvocato Gaetano Aufiero. Condanna per associazione anche a Manzo Aniello, sei anni e undici mesi e De Angelis Francesco, sei anni e undici mesi, il primo difeso dall’avvocato Loredana De Risi e il secondo difeso dall’avvocato Roberto Romano.
L’ ORGANIZZAZIONE
Scrive il Gup in ordine al reato di associazione dedita allo spaccio: “Si è al cospetto, ınsomma, di un’organizzazione che può contare sull’apporto sistematico di soggetti addetti al trasporto, custodia G smistamento di una varicgata tipologia di stupefacente, sotto il coordinamento e l’organizzazione “calati” dal’alto della “cupola” della consorteria in oggetto,;:sis dava vita, insomma, ad un sodalizio stabile e duraturo, con ramificazioni capillari e “tentacolari” sul territorio campano, che rimarcava, attraverso la sua pervicace insistenza sul posto, la sua piena vitalità e operatività, ostentando ed evidenziando, perciò, I “affectio societatis” ed il “pactum
sceleris” ad esso sottesi”. Anche alla luce del fatto che gli “imputati, come sopra esposto, si sentono tra loro, si tengono in stretto contatto, pianificano loro affari illeciti, in rapporto sinergico, con la piena contezza di un contribuire al raggiungimento dello scopo precipuo di tutti, ossia quello di porre in essere il piano criminoso, sotteso alla consorteria, cosi rendendo visibile anche l’ affectio societatis” ed il “”pactum sceleris”, che caratterizzano endemicamente ilconsesso in oggetto, tiaffermandone la pervasiva, capillare e “tentacolare” insistenza sul territorio. Ed infatti, all’esito dell’espletamento dell’attività di indagine, sopra richiamata è emersa una stabile, pervasiva e duratura struttura organizzativa con suddivisione di ruoli ed incarichi al suo interno, al fine precipuo di porre in essere una pluralità indeterminata di contegni criminosi, consistenti, segnatamente nell’acquisto, nella detenzione, nella cessione e. nellillecito smercio di quantitativi d sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e marijuana”. Per cui emerge: “l’esistenza di un gruppo che, in maniera impenitente, poneva in essere il suo programma criminoso avendo a disposizione, peraltto, un’ampia gamma di mezzi e risorse finanziarie per poter organizzare stabilmente lo spaccio di droga grazie a contatti relazioni personali, basi logistiche, provviste finanziarie, rimarcando e riaffermando il proprio dominio sul territorio, la propria capillare e “tentacolare” estensione, Per il
tramite anche di una struttura gerarchica del sodalizio”.
LE INTERCETTAZIONI
Con particolare riguardo alle intercettazioni, scrive il Gup: “dalle quali, in gran parte, trae scaturigine il suddetto, grave compendio probatorio, si osserva che elevatissima è la valenza probatoria che va attribuita a questo mezzo di acquisizione della prova, rappresentativo in tempo reale dello storico accadimento e, allo stato del progresso tecnologico, il mctodo di raccolta oggetivo di gran lunga pià affidabile. I dati acquisiti attraverso le interccttazioni, che pure debbono essere accuratamente valutati dal giudice, fotografano una rcaltà, passibile di artefazioni (in senso atecnico, e cioè di prova fuorviante) in due sole ipotesi: quando si tratti di intercettazioni di
conversazioni intrinsecamente contraddittorie o, addiritura, inintelligibili, e quando protagonisti della conversazione stessa siano consapevoli di essere sottoposti a tale meccanismo di rilevazione probatoria, e percio si comportino in maniera anomala”. Il magistrato ha rilevato anche come :”Orbene, nel caso in questione, tornando al linguaggio utilizzato dagli odierni imputati nelle intercettazioni, il compito ermeneutico appare davvero facilitato dal linguaggio (a volte) esplicito, più spesso ‘sibillino` criptico’, utilizzato dagli interlocutori e dai riscontri oggettivi acquisiti aliunde, come 1 numeros1 arresti per il reato di cu all’art.73 DPR 309/90, che fungono, come detto, da riscontri oggettivi esterni alla stessa attività di captazione. Come in precedenza già accennato, S1 tratta, nel caso di specie, di intercettazioni in cui è stato utilizzato a volte un linguaggio piuttosto esplicito in riferimento all’oggetto dele “”trattative”, a volte quello tipicamente ed endemicamente criptico sibillino, che caratterizza spesso dialoghi oggetto di attività captativa Llinguaggio criptico sibillino che ha un senso, evidentemente, solo se calato nel contesto criminale in cui si dipanano le condotte criminose, e alla stregua di tutte le altre risultanze investigative, come avvenuto nel caso di specie); attività captativa nel corso della quale, peraltro, spesso si “”tiravano in ballo” altri soggetti, effettivamente coinvolti nella complessa attività di spaccio; attività di captazione che, poi, come sopra esposto, trovava avallo e veniva quindi compiutamente corroborata dagli esiti tutti dell’attività di indagine espletata dalla Pg, nel corso della quale, veniva anche accertata la realtà fenomenica che si dipanava dinnanzi alla stessa Pg (gli incontri organizzati tra gli indagati, il sequestro adottati nei loro confronti, i loro spostamenti, etc.)”. Molto probabile che la sentenza sara’ impugnata da parte dei difensori degli imputati. Aerre
Droga, la sentenza sul gruppo di Marrone: ramificazioni “tentacolari” sul territorio campano
