
Avellino – Un’Italia ancora e sempre divisa in due. La ricerca sulla Qualità della vita, volta a misurare la vivibilità delle 103 province, assegna ancora una volta lo scettro al Nord e la maglia nera al Sud: gli estremi, in questo caso, sono rappresentati da Trento e Agrigento. Un quadro che non premia il meridione e ancor meno Avellino posizionata all’87° posto contro il 77° dello scorso anno. Un picco in discesa di ben 10 posizioni nella graduatoria finale ma variabile a seconda del settore specifico. Varie le posizioni assegnate alla nostra provincia ma nessuna, per dirla tutta, appare almeno lontanamente lusinghiera. Per quanto riguarda il tenore di vita, infatti, il capoluogo sfiora il picco più basso con un deludente 96° posto. Non meglio per affari e lavoro dove la posizione segnalata dal numero 81 testimonia le difficoltà occupazionali di una provincia che stenta a decollare. Servizi, ambiente e salute?… Ancora tanti i gradini da salire per cancellare l’82° posto che non fa oscillare in meglio un pendolo quasi del tutto guasto. Buone nuove, invece, dall’ordine pubblico dove Avellino sale al 21°. Piccolo picco in salita prima di scendere nuovamente in coda alla classifica con un triste 83° posto nella voce ‘popolazione’. Peggio ancora per il tempo libero dove il numero 94 denota la mancanza di attività in una provincia che appare completamente assopita.
Insomma, la popolazione non potrà che invidiare la città di Trento, assegnataria del podio al fianco di Bolzano e Aosta: tutte province montane e tutte governate in autonomia. Non cambiano, infine, i risultati sulla città dove si sogna di andare a vivere: tra l’Italia e l’estero Firenze e Parigi non accettano di essere seconde a nessuno. Ma c’è una sorpresa a proposito della felicità: sono gli abitanti di Imperia i più soddisfatti della loro esistenza. Beati loro!