Montemiletto – E’ prevista per il 29 novembre la prossima seduta di Consiglio comunale. All’ordine del giorno, in primis assestamento del Bilancio, approvazione del regolamento per il rilascio di autorizzazione ai punti vendita non esclusivi di stampa quotidiana e periodica e revoca della deliberazione consiliare n. 5 del 2000 sui criteri per l’assegnazione dei fondi post-sisma. Punto che vedrà questo pomeriggio l’opposizione consiliare mobilitarsi per prendere visione del deliberato, valutare la proposta e il relativo comportamento in Consiglio. Stesso itinerario per il punto relativo all’emergenza rifiuti, riconoscimento dei debiti fuori bilancio. “Siamo una minoranza molto precisa – dichiara Alida Fina – valuteremo attentamente gli atti. Oggi il ruolo dell’opposizione è soprattutto quello di controllare l’attività amministrativa”. Ma alla minoranza non piace il metodo della squadra Abate: “C’è mancanza di democrazia totale – lamenta la Fina – nei rapporti tra amministratori. Esiste una criticità notevole su certi impegni presi e disattesi”. Tra le lamentele del capogruppo di opposizione, il capannone allestito in piazza in occasione della festa provinciale della Margherita dello scorso 29 settembre: “Non è stato più rimosso più da là. Non è utilizzato, imbruttisce la piazza e non dà sicurezza ai genitori di quei bambini che spesso si soffermano a giocare”. E la nota amara del membro della minoranza montemilettese ricade soprattutto sulla natura dei finanziamenti: “Un capannone acquistato con fondi comunali per la festa provinciale di un partito che rappresenta solo un settore della maggioranza. Quando invece si poteva fare qualcosa di più per la manutenzione delle strade urbane e soprattutto di quelle extraurbane”. Insomma, non pare ci siano presupposti per un dialogo, nonostante la stessa Fina, competitor dell’attuale sindaco alle ultime Amministrative, si definisce membro di un’opposizione ‘attenta e vigile’. “Sono state fatte affermazioni sulla nostra gestione del tutto gratuite. Eppure hanno trovato in eredità progetti, finanziamenti, lavoro, oltre all’appalto delle fognature e all’avvio del centro polivalente. Questo atteggiamento ci ha fatto trincerare”. (Antonietta Miceli)
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