– di Luca Guarracino – Sono oltre 2500 gli istituti scolastici che rischiano di essere accorpati nel giro di tre anni a seguito del decreto legge 154/2008 art.3. Il decreto in questione relativo al contenimento della spesa sanitaria prevede il ridimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze degli enti locali e delle regioni. Pertanto a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010 e non oltre il 30 novembre di ogni anno gli enti in questione dovranno assicurare il conseguimento degli obiettivi della razionalizzazione della rete scolastica. Nel caso in cui gli enti locali e le regioni non provvederanno il governo eserciterà il potere di sostituzione con la nomina di un commissario ad acta. La norma che rende inevitabile la soppressione delle “piccole scuole” servirà a rafforzare il piano di risparmi di spesa per l’Istruzione contabilizzati in circa otto miliardi di euro in tre anni e un taglio a regime di 3,2 miliardi di euro con 130mila posti in meno tra docenti (87mila) e personale Ata (ausiliario, amministrativo e tecnico). L’accorpamento in una sola istituzione riguarderà le scuole con meno di 500 alunni a decorrere dal 2009/2010. Viene confermata la “voce” che le scuole potenzialmente coinvolte sono 2.591 e la razionalizzazione prevede una riduzione di circa 700 istituzioni scolastiche nei tre anni. Il quotidiano economico “Italia Oggi” pubblica, comune per comune, le scuole interessate alla chiusura, premettendo comunque che la decisione finale spetta alle regioni e che potrebbero esserci delle novità con le iscrizioni di quest’anno per la soglia minima prevista di 500 studenti. L’indagine relativa alle istituzioni sotto parametro, evidenzia che sono mille i comuni che hanno una sola scuola e spesso un istituto comprensivo che fa parte della black list. Sono per la maggior parte i piccoli comuni, spesso di montagna per i quali non c’è nessuna certezza e che potrebbero essere coinvolti nel piano di ridimensionamento triennale. La pubblicazione iniziale di Italia Oggi per le scuole irpine che rischiano (domani verranno pubblicati gli altri istituti…) riguarda: Andretta – Istituto Comprensivo – totale alunni 374; Ariano Irpino – Istituto Comprensivo Stanislao Mancini – Totale alunni 249; Ariano Irpino – Istituto Comprensivo Giuliano Iusi – Totale alunni 281; Ariano Irpino – Ist.sec.sup – Totale alunni 357; Ariano Irpino – Ist. Sec. I grado Aurelio Covotta – Totale alunni 357; Ariano Irpino – Ist. Magistrale Guido Dorso – totale alunni 417; Ariano Irpino – Circ. did. Rione Martiri – totale alunni 445; Ariano Irpino – Circ. did. Calvario – totale alunni 464; Atripalda – Ist.sec.I grado Raffaele Masi – totale alunni 315; Avellino – Convitto Nazionale P. Colletta; Avellino – Ist. Sec. I grado D.Cimarosa – totale alunni 68; Avellino – ist. Sec. I grado Pietro Colletta – totale alunni 108; Avellino – Liceo Classico annesso conv/ naz Colletta – totale alunni 255; Avellino – circ. did – totale alunni 263; Avellino – Ist.tec. per geometri Oscar D’Agostino – totale alunni 314; Avellino – Ist. Tec. Agrario Francesco De Sanctis – totale alunni 459; Avellino – Ist prof industria e artigianato G.Giorgi – totale alunni 466; Bagnoli Irpino – Ist. comprensivo M.Lenzi – totale alunni 346; Baiano – Ist.sec.I grado Giuseppe Parini –totale alunni 342; Bisaccia -Ist. comprensivo T.Tasso -totale alunni 392; Bonito -Ist. comprensivo Vincenzo Cassitto -totale alunni 291; Calabritto – Ist.comprensivo S.Domenico Savio -totale alunni 301; Casalbore -Ist comprensivo- totale alunni 187: Castel Baronia – Ist.comprensivo Dante Alighieri totale alunni 279; Cesinali -Ist. sec. I° grado E.Cocchia totale alunni 302: Chiusano San Domenico- Ist.comprensivo G.Tentindo -totale alunni 315: . L’elenco per oggi si ferma qui, la prossima puntata… con l’elenco completo. Emergono comunque dati di riflessione che riguarderanno circa il 90% delle istituzioni scolastiche distribuite sul territorio irpino con evidenti implicazioni circa la denatalità, spopolamento e flussi migratori. Il problema è chiaramente politico e dopo i rifiuti e la sanità arriva il momento della scuola. Ancora una volta… impreparati anche se la tensione tra le Regioni e il Ministro dell’Istruzione Gelmini è in netto aumento tanto che alcuni Governatori stanno valutando l’ipotesi di ricorrere alla Corte costituzionale.
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