Dopo gli attacchi, le difese di Micera e Giuditta

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Nessun problema – a sentire i due massimi esponenti di via De Conciliis – come qualche singola voce dà ad intendere. Sono Micera e Giuditta a sgombrare il campo dalle voci di dissenso che continuano a lavare i panni dell’Udeur in piazza. Sono i due segretari cittadino e provinciale, a torto o ragione, nel mirino di un ‘gruppetto isolato’ che solo ieri hanno trovato risposta. Non sappiamo fino a che punto… A cominciare dal risultato non proprio soddisfacente delle Primarie: solo 484 consensi per il leader Clemente Mastella.

Stando al risultato delle Primarie, come giudica il consenso ottenuto in città? Qualcuno sostiene che si sia trattato di una debacle, è così?

Micera: “Considerato il numero dei votanti, non è una debacle. Se la si considera una responsabilità, questa è un po’ di tutti. E ognuno deve assumersi le proprie”.

La scarsa partecipazione potrebbe dipendere da una sorta di contestazione al suo operato che qualcuno ritiene ‘poco democratico e succube’ della segreteria provinciale?

“Non so su quali basi si dicano certe cose. Quello che è vero è che il comitato cittadino è un’assemblea aperta a tutti”. Dunque “la città capoluogo non è un’isola a parte. Si integra con il partito provinciale”.

Cosa non va nella gestione Micera, almeno stando agli attacchi di Zingariello e company?

“Non ci sono problemi nel partito. Quella di Zingariello è una voce isolata. Tra l’altro non ha mai espresso dissenso nei luoghi opportuni: ha preferito farlo dalle colonne del giornale. Quello che c’è da fare sicuramente è trovare maggiore unità tra il gruppo consiliare e l’assessore”.

Si fa un gran parlare di un possibile rimpasto in Giunta, che vedrebbe sacrificato l’assessore comunale Iandolo. Da cosa dipenderebbe la scelta? L’Udeur non si sente ben rappresentato?

“Assolutamente. La questione è che bisogna raggiungere un maggiore coordinamento tra il partito, il gruppo e l’assessore”.

Se non si riuscisse a centrare il bersaglio?

“Se non si dovesse raggiungere l’unità, è insieme che si discute. Ci sono delle discrasie nel gruppo che vanno analizzate e per le quali è necessario trovare una soluzione. Se questa non dovesse essere trovata, il tutto si rimmetterà al partito provinciale”.

Insomma ‘ostacolo’ aggirato a parte, solo chiacchiere e sterili polemiche che non vanno nella direzione giusta: quella di crescita del partito.
Ma è pur vero che gli allontanamenti ci sono stati. Un esempio per tutti: Bongo e De Pasquale. La nostra domanda trova ‘soddisfazione’ dalla risposta di un Giuditta – ieri alla sede di via De Conciliis insieme ai fedelissimi (Musto, Castelluccio, Telaro, Lo Conte Moretti, Di Nardo, etc. etc.) e a qualche ‘contestatore’ – che appare più che tranquillo. “Dispiace della posizione di Bongo ma ho tentato fino alla fine di recuperare. Non c’è stato nulla da fare. Noi ad ogni modo continueremo la nostra azione. Siamo convinti di avere una forza rappresentativa sul territorio. Rilanceremo con maggiore vigore la nostra azione politica specie ad Ariano dove abbiamo sempre avuto una posizione politica strategica”.

La sua presenza alla riunione del comitato cittadino.

“E’ opportuno, anche alla luce del risultato non lusinghiero in Avellino città, mettere in atto una strategia più definita. Non dimentichiamo che noi abbiamo rappresentato, con la nostra percentuale di consenso, la differenza che ha fatto vincere Galasso”.
Dunque le parole d’ordine sembrano essere: meno ‘inciuci’ e più unità.
(di Teresa Lombardo)

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