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”Il ruolo politico delle donne è stato mal interpretato. Non è con le quote rosa che si riconosce la rappresentanza alle donne – ha spiegato Giuseppe De Mita – Il diritto alle donne, che già Moro riconosceva, insieme al diritto ai giovani, si attua ponendo attenzione alle necessità di ciascun individuo, alla soggettività con i nuovi diritti di cittadinanza delle persone. La politica oggi è concentrata su quello che c’è, sul centro, e perde di vista tutto il marginale che pure chiede risposte. Siamo di fronte a due partiti con pulsione totalitaria, ovvero che vogliono rappresentare tutti quando la composizione sociale è molto variegata. Si deve mirare, invece, al recupero di una politica di valori culturali – come quello religioso – e non solo economica”. Su queste tematiche ha proseguito anche l’on. Mazzoni. “L’Unione di Centro è fatta di persone che condividono gli stessi valori e che puntano ad una crescita culturale. Noi donne, dopo le forti battaglie fatte negli anni Sessanta, abbiamo visto il riconoscimento dei nostri diritti, ma oggi attuarli è ancora difficile. Dobbiamo mettere in campo strategie che ci consentano di farlo, ma senza essere, come altrove, solo immagini della campagna elettorale, ma parte di un ‘cervello’ che deve ispirare l’azione di governo”. L’on. Mazzoni ha, perciò, proposto alle donne “un patto del merito” che consenta loro di militare doverosamente in politica, ma per aver acquisito capacità e competenze. Ad intervenire anche Enza Ambrosone del coordinamento elettorale di Giuseppe De Mita che ha sottolineato la necessità di realizzare una rappresentanza femminile nel potere della sfera pubblica e politica, capace di superare quei limiti che relegano la donna ancora nei compiti a lei assegnati.