Ha partorito all´ospedale Fatebenefratelli di Napoli lo scorso 5 marzo, ma da quel giorno per Kante un’ivoriana di 25 anni è iniziato il calvario. I medici hanno fatto partire un fax alla polizia denunciando la clandestinità della donna, come previsto dalla norma del pacchetto sicurezza che ha sollevato un dibattito acceso tra le forze politiche e sociali e che non è ancora stata approvata dal Parlamento. Kante in Italia da due anni, è una rifugiata politica da quando un commando di uomini delle “milizie governative” della Costa d´Avorio uccisero il marito. E’ una donna che ha scelto di partorire all´Ospedale di Napoli, in una nazione l´Italia, in cui iniziano ad emergere forme di discriminazione preoccupanti. E su richiesta del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il nucleo ispettivo socio-sanitario regionale ha effettuato stamattina una verifica presso l’ospedale Fatebenefratelli di Napoli in merito alla vicenda della donna ivoriana che, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiata, è stata segnalata alla PS dopo aver partorito. Con le prime verifiche il nucleo ha riscontrato una condotta anomala da parte del personale socio-sanitario intervenuto sia rispetto a una insufficiente informazione della paziente sui diritti sanciti dalla legge italiana per le donne e i bambini stranieri assistiti dalle strutture sanitarie, sia in relazione alla indebita segnalazione della donna al Commissariato di PS. L’ipotesi che sia stato impedito alla cittadina ivoriana di allattare il suo bambino non ha trovato per il momento riscontri. In attesa della conclusione delle verifiche, la Regione si è attivata per assicurare la necessaria assistenza alla signora e predisporre le prime iniziative per una corretta informazione del personale socio-sanitario e dei cittadini migranti. Il presidente incontrerà venerdì prossimo a Santa Lucia operatori del settore, rappresentanti di Medici Senza Frontiere e di altre ong e associazioni di immigrati attive in Campania. “L’esercizio del diritto fondamentale alla salute di una donna e del suo bambino – ha sottolineato Bassolino – va difeso e garantito di fronte a ogni possibile distorsione o intimidazione. E’ una questione di civiltà che non può essere elusa da nessuno. Il succedersi di annunci su nuove disposizioni in materia ha generato una confusione pericolosissima, che rischia di avere gravi conseguenze per la salute dei cittadini migranti e dell’intera comunità. Di fronte a questi rischi stiamo lavorando con gli operatori del settore, le associazioni e le ong per garantire una corretta informazione a tutti i soggetti coinvolti. Lavoriamo e lavoreremo per garantire il diritto di ciascuno alla salute, mettendo in campo tutti gli strumenti amministrativi e legislativi di cui disponiamo”, ha concluso Bassolino.
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