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“E’ un impaccio, un silenzio, che si aggiunge ai tanti che stanno caratterizzando l’operare, anzi il non operare, di questa giunta. Ancora una volta lo sfascio del nostro monumento più amato edimenticato è – a mio parere – l’emblema drammatico di uno sfascio e di un disastro più generali in cui versa la città. Mentre si dipinge la città futura, con i voli strabilianti del Piano strategico, non si riesce neppure a gestire la normalità del presente, a convocare una banale riunione, promessa ormai da due mesi. Troppi ormai i rinvii, gli impacci, le mezze verità, gli incontriimproduttivi con tecnici che s’incartano e assessori che spesso non sanno di cosa parlano. Si abbia il coraggio di dire parole definitive, di fare tutto ciò che è possibile per strappare la Dogana dalla sua amarissima condizione. Si abbia, in ogni caso, il coraggio della verità”.