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Le visite guidate, tra cui quella al Vaticano e alla città di Roma che ha suscitato maggiormente l’interesse di tutta la delegazione di Betlemme, si sono alternate a momenti di riflessioni e di studio con gruppi di studenti del Vanvitelli sul valore dell’amicizia e della libertà.
La traduzione simultanea è stata curata dalla prof.ssa Catia Multari.
Martedì 12, a dare loro il benvenuto, nella gremita Aula Magna dell’Ipsia, il Dirigente Scolastico, Vincenzo Lucido, il quale, nel sottolineare la volontà del Vanvitelli di aprirsi al mondo e di allargare i propri orizzonti, ha ribadito con forte convinzione che, con la presenza degli alunni palestinesi, si scrive una importante pagina della storia dell’Istituto. “Questa esperienza sarà una pietra di speranza strappata alla montagna della disperazione – ha commentato Lucido – siamo dalla parte della pace e dell’amore. Ci sentiamo fratelli e siamo testimonianza di pace”.
Tra gli ospiti, l’assessore provinciale alla Cultura, Giuseppe del Mastro che, portando il saluto del Presidente della Provincia e di tutto il Consiglio Provinciale, ha lodato l’iniziativa ribadendo il concetto che la vera unità dei popoli è legata alla possibilità di interscambio. L’augurio dell’assessore è che “come il muro di Berlino, anche il muro della Palestina possa cadere quanto prima”.
Dopo l’intervento di Salvatore Ruggiero, assessore alla cultura del Comune di Lioni, che ha sottolineato la grande attenzione che l’Amministrazione Comunale lionese ha avuto ed ha verso la Palestina, la parola è passata alla prof.ssa Rock, che ha ringraziato il Dirigente Scolastico per aver dato ai ragazzi di Betlemme, “ai miei eroi” la possibilità di vivere una esperienza indimenticabile. “Noi siamo terroristi agli occhi del mondo”, ha amaramente commentato tra l’applauso dei suoi studenti e di tutti i presenti “ma non ci preoccupiamo del muro che è fatto di mattoni e che, prima o poi, cadrà. Noi ci preoccupiamo del muro nel cuore, del muro dell’ignoranza, del muro del rifiuto”.
La delegazione è stata anche ricevuta dal sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo, che, nel far dono al College dello stemma del Comune di Lioni, ha rimarcato il concetto che le armi ed i muri non hanno mai risolto problemi. Pertanto, “tacciano le armi e cadano i muri. I muri peggiori sono i muri della religione”. Il suo augurio è stato di trovare la pace nel rispetto assoluto della dignità della persona.
Dopo il saluto in arabo della prof.ssa Maria dell’Api, il rappresentante del Piano Sociale di zona AV2, Giuseppe Del Giudice, ha ricordato che un mare ci unisce, il Mediterraneo, che bagna anche la Palestina. Da qui è importante partir in termine di costruzione di ponti. “Chi salva un uomo salva un mondo intero”.
Il momento più suggestivo della loro permanenza a Lioni è stata la visita ai ragazzi di Betlemme di S.E. Mons. Francesco Alfano, Arcivescovo della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi che ha voluto sottolineare come “si stiano preparando strade nuove di amore di pace. Betlemme per i Cristiani è più importante di Roma. Cosa ci portate da Betlemme? La semplicità , il desiderio del pane (dal nome della città), il desiderio di vivere uniti da fratelli, da figli di un unico Padre. Il mondo deve guardare a Betlemme se vuole vivere in pace – continua Mons. Alfano – La gioia che si legge sui vostri volti ha eliminato le distanze. Invochiamo giorni migliori per Betlemme, per tutti i Paesi in difficoltà, per il mondo”.
Il Parroco di Lioni, Monsignor Tarcisio Luigi Gambalonga ha augurato “pace nei cuori e serenità per tutte le famiglie della Palestina”. Commoventi sono stati il canto alla Vergine che hanno intonato i ragazzi ospiti in arabo e il mettere al collo dell’Arcivescovo Alfano un rosario benedetto fatto di grani di legno di ulivo che S.E. ha baciato più volte.
Suggestive sono state le parole di commiato del Dirigente Scolastico che ha sottolineato che, con la presenza a Lioni dei ragazzi di Betlemme, “il mondo si è rimpicciolito e che siamo in un mondo senza barriere. Anche nei piccoli paesi ci sono iniziative straordinarie di grande portata. Il messaggio è di pace e di amore”.
Prima del saluto finale il Dirigente nel ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dello scambio, ha rivolto un ringraziamento particolare a nome della comunità scolastica del Vanvitelli alla instancabile prof.ssa Emanuela Petruzzo che, nonostante in pensione, convinta della necessità del dialogo tra i popoli, ha fortemente voluto questa iniziativa, organizzandola d’intesa con la DSGA Mirella Poto, con encomiabile impegno e straordinario entusiasmo meritandosi l’incondizionato apprezzamento di dirigenza, colleghi, alunni e famiglie.
E con le note di “Imagine” di John Lennon, curate da Silvano Ciotta, i ragazzi hanno salutato commossi i partners italiani e le loro famiglie, che li hanno ospitati con amore.