Disastro in Messico: scatta lo “Static Kill” per fermare il petrolio

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Golfo del Messico – E’ il giorno dello Static Kill. E’ il giorno della verità. Dopo oltre tre mesi dal disastro della piattaforma Deepwater Horizon, la cui avaria ha fatto riversare nelle acque del golfo del Messico quasi 800 milioni di litri di petrolio, oggi potrebbe esserci la svolta tanto attesa. La multinazionale inglese, infatti, compirà quest’oggi l’estremo tentativo di dirottare il greggio ancora nel sottosuolo in una vasca di contenimento laterale. L’operazione denominata, appunto, “Static Kill” metterà a dura prova i tecnici e gli esperti che dovranno riversare nella falla una enorme quantità di cemento e fango per creare una sorta di tappo e frenare la fuoriuscita dell’oro nero.
Se anche l’operazione dovesse riuscire, comunque, il disastro naturale prodotto dal petrolio lascerà una scia di polemiche infinita e, peggio ancora, una situazione ambientale davvero sconcertante: oltre cinque milioni di barili di greggio riversati in mare di cui solo uno recuperato. Un altro milione e mezzo circa, invece, è stato sciolto dai solventi riversati in acqua nelle prime settimane del disastro. Sostanza chimiche che, benchè non tossiche come il greggio, non hanno certo fatto bene alla fauna e alla flora marina ormai in agonia.
Si attende l’esito dell’operazione, dunque, mentre tutto il mondo e sopratutto gli Stati Uniti restano col fiato sospeso.

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