Disabili e lavoro: presentato il progetto di integrazione

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Montemiletto – La cooperativa ‘Un posto nel mondo’ lancia la nuova sfida: integrare i portatori di handicap nel mondo del lavoro. Un progetto in cui una vasta zona d’Irpinia si unisce per favorire l’occupazione dei diversamente abili. L’idea è stata presentata a Montemiletto, nel corso di un convegno moderato da Emilio Fina, primario psichiatra dell’Asl Av1 e referente aziendale del progetto regionale, alla presenza di una vasta rappresentanza di amministratori, tra cui i sindaci di Lapio, Vallata, Fontanarosa, Montemiletto ed altri, esperti e politici, tra cui il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto Nicola Di Iorio e la presidente del Consorzio Servizi Sociali Alta Irpinia Rosanna Repole. Proprio Di Iorio ha spiegato le origini del progetto, per il quale la cooperativa “Un posto nel mondo” ha già siglato un protocollo d’intesa con l’Asl Av1, che a sua volta lo ha presentato alla Regione Campania, che ha già provveduto all’approvazione e al relativo finanziamento. “Una delle ragioni per cui abbiamo accettato di diventare partner del progetto – afferma Di Iorio – è l’originale approccio alla tematica e al rapporto con lo sviluppo locale. Perché allo sviluppo locale partecipano tutti, anche i diversamente abili e coniugare disabilità e sviluppo locale è sembrata essere una vera innovazione nel panorama di questi progetti. D’altronde la Comunità Montana Terminio Cervialto ha una tradizione d’impegno da questo punto di vista, visto che fino a non molti anni fa era uno dei pochi enti montani a gestire progetti di integrazione dei disabili”. Rosanna Repole ha invece sottolineato come una federazione tra i due Piani di Zona, quello dell’Alta Irpinia e quello di Ariano Irpino, possa fare da trait d’union tra le due aree, ponendo Montemiletto come cerniera ideale, avvicinandosi al capoluogo. “Il progetto può rappresentare un volano per il territorio – spiega la presidente della cooperativa “Un posto nel mondo”, Luisa Di Blasi. – La nostra cooperativa di tipo B si interesserà infatti di impiegare i portatori di handicap a scopi terapeutici, non con le solite attività che troppo spesso restano al chiuso di una stanza, ma facendoli lavorare in modo produttivo”. In questo senso Rossana Pasquino, ingegnere 25enne diversamente abile, ha illustrato uno studio di fattibilità per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica attraverso lo sfruttamento delle biomasse, che ha particolarmente interessato la platea. “Le basi, insomma, ci sono tutte – continua Di Blasi. – Ora andremo avanti per raggiungere l’obiettivo della federazione di Comuni che abbiano le stesse caratteristiche territoriali, facendoli diventare soci della cooperativa e analizzando insieme le esigenze del territorio e le relative risposte, studiando le attività più adatte in cui impiegare i diversamente abili in processi produttivi che facciano anche da volano per il territorio”. Un plauso all’iniziativa è giunto anche da Antonio Gambacorta, coordinatore assistenza sanitaria R.C.

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