Avellino – Proseguono le manifestazioni di protesta nel pubblico impiego in provincia di Avellino.
È stata, infatti, indetta un’assemblea dei dipendenti degli Enti pubblici non economici (INPS, INPDAP, ACI, INAIL, Ente Irrigazione) dalle ore 12.00 alle 14.00 di lunedì 6 ottobre presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Avellino.
Questa assemblea segue quella dei dipendenti degli uffici ministeriali dello scorso 22 settembre e dei dipendenti degli Enti Locali del 29 scorso, mentre precede la manifestazione presso l’Assessorato alla sanità del giorno 15 e la manifestazione nazionale della Pubblica Amministrazione del giorno 17 a Roma.
I contenuti che saranno discussi nell’assemblea sono sostanzialmente gli stessi che hanno interessato i dipendenti ministeriali. Alcune differenze – e non di poco conto – riguardano l’entità economica delle decurtazioni salariali dei dipendenti del cosiddetto Parastato. Infatti, i tagli annuali arriveranno fino a circa 6.000 Euro per i dipendenti INPDAP, passando per i 5.000 dell’INPS, e così via a scalare.
“Queste decurtazioni – spiegano in una nota i segretari di FP CGIL, FPS CISL e UIL PA, Borrelli, Nazzaro e Spica – sono contenute del famigerato ‘decreto Brunetta’, convertito in legge lo scorso 26 agosto, assieme ad altre misure restrittive – ed inutilmente punitive, si aggiunge – riguardanti tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. A tutto ciò si aggiungono i tagli in finanziaria per la sanità e gli enti locali, che impediranno l’offerta di servizi socio-sanitari ed assistenziali nei confronti dei cittadini, specialmente nei meno abbienti.
Poiché sono emerse numerose incomprensioni relativamente all’entità dei tagli ed alla natura degli emolumenti decurtati, le Segreterie vogliono chiarire all’opinione pubblica il fatto che questo tipo di salario accessorio non è un di più che i dipendenti prendono in virtù di qualche privilegio, ma è proprio il risultato della tanto decantata ed vagheggiata produttività, ormai dal 1989 parte integrante del salario tabellare.
Questi due tipi di salari (tabellare ed accessorio) costituiscono il reddito – ormai insufficiente – dei dipendenti pubblici. Ovviamente il salario accessorio è variabile e dipende da tanti fattori, non ultimo le risorse disponibili dall’ente datore di lavoro (specialmente nel caso delle Aziende sanitarie e degli Enti locali), ma la produttività della maggior parte degli uffici statali è direttamente collegata al recupero erariale e dagli introiti che il lavoro dei dipendenti riesce a far incamerare allo Stato, anche se le percentuali di distribuzione ai lavoratori oscillano tra lo 0,20% e lo 0,10% del totale introitamento”.