Dimidium tra politica e realtà… De Mita dal tradizionale al virtuale

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Avellino – Palazzo Testa ha salutato il battesimo ufficiale di Dimidium, comunità virtuale espressione di imprenditori, studenti, docenti universitari e uomini di istituzione che intendono riflettere sui temi dell’innovazione, cultura e dello sviluppo dell’Irpinia che sarà. Ospiti del salotto dell’Accademia Real, l’onorevole Ciriaco De Mita e il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco De Marco. L’idea Dimidium, così come enunciato nel corso della presentazione del progetto, “muove non nella direzione di promuovere un pensiero politico o una figura politica ma dalla necessità di assumere una responsabilità per rendere competitiva quella parte di Mezzogiorno rappresentata dall’Irpinia”. 120 le adesioni raccolte in due mesi dalla nuova comunità virtuale che vuole promuovere il territorio irpino e “…l’uomo irpino come ‘unicum’, poiché sente e guarda, lontano dai dogmi moderni della vita legata alle avanguardie tecnologiche”. Suggestivi gli interventi dei due illustri ospiti che, salutando la nascita di Dimidium, hanno più volte fatto riferimento a celebri personaggi che hanno fatto la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra fino allo scandalo Tangentopoli. “Ho provato a creare un disegno per recuperare dalla crisi derivata da Tangentopoli – ha affermato De Mita – ma l’errore di tutti è stato quello di pensare che Tangentopoli fosse semplicemente cosa criminale e non politica. Il risultato? Individuati i colpevoli e le pene, il problema non è stato mai risolto”. Inevitabile il richiamo al passato, più o meno recente, dell’esponente dell’ex Presidente del Consiglio: “E’ di fondamentale importanza il recupero della memoria per continuare a ricordare – ha sottolineato Ciriaco De Mita – ma attenzione a non restare ingessati con l’occhio rivolto al passato. La politica oggi si deve imporre come costruzione di qualcosa di diverso; il tempo del recupero dell’interesse è finito”. “Il mio errore – ha continuato – è stato quello di mirare al futuro quando le condizioni non lo permettevano. Oggi il concetto di comunità è saltato: non lasciatevi soggiogare, sfidate il futuro – ha ammonito al pubblico di Dimidium De Mita – assumendovi le vostre responsabilità”. Di Tangentopoli e assenza di comunità ha parlato anche Giuseppe De Mita: “Ho vissuto negativamente l’esperienza della crisi della politica negli anni 90’: oggi paghiamo quel contrasto così acuto tra politica e società civile. La realtà non comprende la politica, il sistema politico attuale non propone orizzonti”. Il concetto di memoria viene ripreso in più parti anche nel discorso di De Marco: “Da ex comunista, rimango scettico di fronte alle visioni utopiche del futuro – ha riferito il direttore del Corriere del Mezzogiorno –: spesso l’utopia rimanda a visioni apocalittiche della realtà, quasi sempre però rappresenta il punto iniziale di una nuova realtà. In tal senso la retorica politica di Bassolino va vista come un nuovo inizio”. Il riferimento alla logica dell’utopia colpisce anche ‘il’ caso letterario degli ultimi tempi, Gomorra: “Anche l’opera di Saviano rientra in questa logica apocalittica dove tutto fa camorra e dove ricchezza è sinonimo di malaffare”. Il consiglio che De Marco regala ai giovani di Dimidium è quello di: “concentrarsi su obiettivi concreti e verificare costantemente se l’organizzazione regge. Il concretismo moderno è realizzabile anche attraverso i modelli virtuali che offre la rete”.

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