Avellino – Sul dimensionamento della rete scolastica della provincia di Avellino di registra la nota dei docenti dell’ IT Dorso-D’Agostino di Avellino. “Durante lo scorso anno scolastico – si legge – la “razionalizzazione della rete scolastica della nostra regione” aveva fatto sentire pesantemente i suoi effetti; tra infinite riunioni dei “vertici” e infinite proteste guidate o spontanee, si era definito un assetto che (nonostante limiti ed approssimazioni) sembrava definitivo e abbastanza stabile. L’ITG D’Agostino e l’ITIS Dorso diventavano una sola scuola. La razionalizzazione “presa” sul serio non è “l’eliminazione” o la ricollocazione di qualche preside (consentiteci la vecchia denominazione) o di qualche segretario (idem), ma è ben altro. Noi l’abbiamo presa molto sul serio.
La ridefinizione dei compiti del personale, la rimodulazione dei carichi di lavoro, l’omogeneizzazione delle procedure, la conoscenza reciproca per lavorare e prendere decisioni insieme, sono stati “compiti” intrapresi con decisione e non poche difficoltà. Gli organi collegiali sono stati unificati. La posizione fiscale è diventata unica. La documentazione, gli archivi, gli inventari, sono stati aggregati e razionalizzati, il software è stato unificato, modernizzato, i servizi rinnovati e potenziati; le suppellettili, armadi, scrivanie, sedie, casseforti trasportate e riposizionate, così come i personal computer, la rete riconfigurata, i telefoni, le fotocopiatrici, tutto risistemato, ricollocato. Le aule sono state riallocate in modo da minimizzare i tempi di trasferimento dei docenti ed evitare (ad allievi e professori) l‘attraversamento della strada, ovviamente con trasporto di banchi, lavagne armadietti etc.. I laboratori sono stati aggregati per ottimizzare le risorse e consentirne la gestione al personale tecnico ridotto dalla “razionalizzazione”, la rete, gli impianti riconfigurati per la nuova sistemazione. I criteri per l’ammodernamento delle apparecchiature, del software, le procedure di manutenzione sono stati aggiornati, razionalizzati e rimodulati nel rispetto della nuova situazione. Molto lavoro è stato fatto, altro ne resta da fare. Poi …
Poi si ricomincia… la giostra riparte… la razionalizzazione va razionalizzata:
Il tavolo dell’assessore ha deciso: si cambia, si va avanti, anzi si torna indietro, rimettete tutto a posto, no quasi tutto…
Ma, ma gli aspetti giuridici (piuttosto pesanti ed “ingombranti”), i problemi organizzativi, i soldi spesi, il tempo perso… “che ti importa: il posto ce l’hai”… e si continua a girare, l’importante è non fermare la giostra. Le continue sollecitazioni, le deliberazioni, le comunicazioni sempre puntuali e ben documentate degli organi collegiali e della dirigenza sono state ignorate. Gli studenti, le loro famiglie, coinvolti quando servono per fare pressione, non sono graditi quando vogliono capire, quando chiedono continuità e stabilità. Durante il nostro open day, ai molti genitori che sono stati coinvolti dal clima costruttivo, di lavoro proiettato verso il futuro, se ne contrappongono altri che hanno percepito un clima di precarietà, di incertezza e ne sono stati scoraggiati. Non possiamo essere condannati ad altri anni di insicurezza, di instabilità; no, no i sette anni biblici (febbraio 2006- febbraio 2013) sono finiti! La “scommessa” sull’istruzione tecnica, scritta nelle “carte” del ministero, non si può perdere o vincere se si finge soltanto di giocarla, se il dimensionamento della rete scolastica è solo un’alchimia, una lotteria di numeri da comporre nei modi più fantasiosi e spesso inspiegabili (…che non conviene spiegare). Anche nei tempi di crisi servono i tecnici: ragionieri, geometri, esperti (periti) di elettrotecnica, di elettronica, di informatica, meccanica. Gli impianti elettrici, termici, le macchine nelle piccole e piccolissime imprese continuano a funzionare, la manutenzione è necessaria, come l’installazione delle nuove apparecchiature, la progettazione… E’ vero, la disoccupazione giovanile è al 40%, ma 6 giovani su dieci lavorano e molti sono i nostri. E poi: “Dove c’era un buon istituto tecnico è sorto un valido tessuto industriale” (R. Prodi). Nella home page del nostro c’è scritto: Oggi… “un buon istituto tecnico è la nostra ricetta per uscire dalla crisi”. Siamo più che convinti di questo. E per questo è nostro dovere capire, farci sentire, mobilitarci; con forza”.