
Treviso e Novara. Due cittadine italiane, più precisamente settentrionali, che vantano un primato sicuramente invidiabile, di questi tempi, per noi campani. Un livello di raccolta differenziata raggiunto nella provincia per l’anno 2006 che supera il 60 per cento. Ma un miraggio, allo stato attuale, sembrano anche i risultati di Cremona, Padova, Varese, Vicenza, Lecco, Verbania, Trento, Asti e Lodi. Tutti distretti nei quali il 50 per cento dei rifiuti sono differenziati. Oppure: Bergamo, Rovigo, Reggio Emilia, Bolzano, Pordenone, Verona, Milano, Como, Belluno, Mantova, Gorizia, Torino e Sondrio, dove la raccolta ‘ecocompatibile’ si attesta al di sopra del 40 per cento. E’ questo quanto emerge dal rapporto annuale Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) circa i livelli di raccolta differenziata in Italia. Un documento che fotografa una realtà tanto desolante, quanto attesa. Il meridione e quindi anche la Campania, e quindi anche l’Irpinia, son ben lungi dall’aver raggiunto un livello di raccolta funzionale serio o quantomeno credibile. Certo a controllare i dati, secondo una tipica forma mentis italica, verrebbe da porre l’accento sul fatto che c’è chi sta peggio di noi (Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) o di chi sta al nostro livello come il Lazio. Ma la realtà è inconfutabile: in Campania il livello di differenziata è all’11,3 per cento. Risultato davvero misero per una Regione che dovrebbe seriamente pensare a come uscire dall’emergenza delle emergenze. Problema rifiuti, ancora, per il quale è da più parti che si individua proprio nella diffusione della cultura sulla differenziata una delle principali leve per la risoluzione.
Approfondendo il quadro nel dettaglio, poi, emerge un’altra ‘mezza bella notizia’. Avellino non veste la maglia nera regionale, anzi dopo Salerno (con un livello che si attesta tra il 19,7 per cento e il 21,3 per cento), l’Irpinia è la seconda comunità virtuosa in fatto di rifiuti. La nostra percentuale naviga tra il 13,8 per cento e il 19,3 per cento. Il fanalino di coda è Napoli (7,7 per cento – 8 per cento) e a seguire, Caserta (10,8 per cento – 9,5 per cento) e Benevento (10,3 per cento – 13,3 per cento). C’è poco da sorridere, in ogni caso. L’auspicio, anche dati alla mano, è che sia finalmente giunta l’ora di partire seriamente con la differenziata, e proprio ora, mentre sembra riapparire di nuovo l’incubo dell’emergenza, appena allontanato… Anche in questo caso le cifre sono inappellabili: in Campania, nel solo 2006, sono oltre 900mila le tonnellate di ecoballe stoccate. (et)
| Provincia |
Popolazione |
Raccolta differenziata |
Rifiuto indifferenziato |
Ingombranti a smaltimento |
Produzione totale RU |
Percentuale RD |
| |
|
|
(t) |
|
(%) |
| Caserta |
891.473 |
42.723 |
406.115 |
1.944 |
450.782 |
9,5 |
| Benevento |
288.572 |
15.484 |
99.587 |
1.727 |
116.798 |
13,3 |
| Napoli |
3.082.756 |
133.169 |
1.511.091 |
20.355 |
1.664.615 |
8,0 |
| Avellino |
437.649 |
34.569 |
139.711 |
4.701 |
178.981 |
19,3 |
| Salerno |
1.089.737 |
100.233 |
368.456 |
522 |
469.210 |
21,4 |
| Campania |
5.790.187 |
326.177 |
2.524.960 |
29.249 |
2.880.386 |
11,3 |