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La cronaca: Pancotto sceglie Allen, Green, Penberthy , Di Giuliomaria e Sales per lo starting five, mentre gli irpini vanno sul sicuro con i ‘soliti’ Green, Smith, Righetti, Radulovic e Williams. Pronti-via e si è subito 13 a 0 per l’Air. In quattro minuti gli ospiti scavano il solco, ma Sales e Allen riducono le distanze. Boniciolli prova ad azzannare la partita con le triple, che piovono letteralmente da tutte le parti, inserendo Lisicky, Pete non si fa pregare e infila dalla lunga distanza (11 a 20 dopo 8’). Qui l’Air si rilassa troppo e tira i remi in barca, consentendo un comodo rientro ai padroni di casa che pure iniziano ad alzare il loro livello difensivo. Il quarto si chiude 23 a 24. Nella seconda frazione Boniciolli, che era passato ai 4 piccoli per forzare le maglie della difesa di casa, conferma il positivo Bryan e tiene a riposo Williams. Il nativo di Portsmouth risponde bene e procura il terzo fallo di Shultze. Dopo lo scoppiettante avvio, però, ora le polveri sembrano bagnate e ci vogliono ben 3 minuti per vedere un canestro dal campo. L’Air fa molta fatica, mentre nella propria metà campo è distratta e facilona: Boniciolli vuole parlarci su e chiama timeout. Dopo il minuto di riflessione la musica non cambia, anzi. Gli arancioni provano a prendere il largo con Green e Di Giulliomaria: solo i liberi di Bryan impediscono che il gap si allarghi ulteriormente (30 a 26 dopo 15’). Sales inizia ad essere un problema per Avellino, ma grazie Righetti e Ortiz i biancoverdi iniziano a correre come sanno e tornano a far paura: al riposo lungo gli ospiti sono in vantaggio di 4 lunghezze (40 a 44). Ancora tantissimo lavoro sporco per Silvere Bryan sotto canestro ma Nate Green, Di Giulliomaria e Sales provano a riagganciare i lupi. Burlacu con una tripla da 9 metri (tiro che sembra davvero nelle sue corde) mantiene le distanze (59 a 51 Air al 25’). Ci vuole poco però per Allen e Antoniutti per ridare il vantaggio agli arancioni (55 a 53 Udine al 27’). Sales fa il vuoto dalla media distanza, ma la tripla di Smith, silenzioso fino ad ora, manda tutti verso l’ultima frazione con la partita ancora tutta da giocare, sul 59 a 58 Udine. Nel quarto quarto si torna finalmente da Williams: i pick and roll con Green sono mortiferi ed iniziano a fioccare le schiacciate del numero 19 irpino. Questo è solo il preludio della tempesta che sta per invadere il “Carnera”. Il folletto biancoverde alza i giri e inizia a propiziare recuperi e contropiedi: Pancotto per la prima volta vede concretizzarsi la vera Air e subito chiama timeout (59 a 64 a 8 dal termine). All’uscita dal minuto di pausa, però, sono gli ospiti ad avere i famigerati “occhi della tigre”. Il parziale continua inesorabile con il duo Smith- Green che prepotentemente sale alla ribalta. Specialmente l’esterno ex Bruesa inizia a mettere in mostra tutti i numeri del suo repertorio, dal contropiede alla tripla automatica. Di Giulliomaria cerca di fermare l’emorragia con un gancio da sotto, ma gli irpini sono lanciati e soprattutto in difesa mettono le mani e il fisico addosso agli avversari. Un positivissimo Ortiz consente ancora a Williams di spadroneggiare sotto il ferro. Il punto esclamativo arriva pochi attimi dopo con Green che inventa un canestro rovesciato degno del miglior Iverson. La tripla del più sedici di Radulovic dichiara la fine delle ostilità. Allo scadere dei quaranta minuti il risultato, forse addirittura troppo pesante per Udine, è di 67 a 89.
Spaventosa prova di forza degli irpini che soprattutto con l’ausilio delle seconde linee rimangono in partita nei momenti bui. Alla fine, la classe delle stelle d’Irpinia fa la differenza, ma il vero protagonista assoluto è il gioco di squadra messo in mossa dagli irpini. I punti dell’ultimo, decisivo quarto, sono praticamente tutti assistiti. Senza dubbio, al momento, l’Air produce con Siena la miglior pallacanestro d’Italia, capace di tenere a 67 punti gli avversari a casa loro e al contempo di puntare in maniera micidiale verso il canestro avversario grazie ad un gioco di lettura veloce e preciso. Domenica, in casa contro Cantù, si concluderà il ciclo di partite precedenti alla Coppa Italia. Se l’Air sarà questa, a Bologna siamo sicuri che ci sarà da divertirsi. (Di Giuseppe Matarazzo)
Mvp: Impossibile scegliere un singolo giocatore dopo una partita di questo tipo. Ortiz e Bryan meriterebbero entrambi il riconoscimento per la quantità di pallacanestro offerta anche nei momenti meno rosei dell’incontro, così come sarebbe da incorniciare Devin Smith per la strapotenza offensiva messa in mostra nei momenti finali. Il riconoscimento, più di tutti, ora come non mai andrebbe a Matteo Boniciolli per la capacità che ha avuto di modificare in corsa un team partito con il piede sbagliato. Gli ultimi due mesi di Matteo alla guida dell’Air sono stati un crescendo di aggiustamenti tattici azzeccati e letture in-game corrette. La frenesia delle rotazioni e la rincorsa del tiro da tre a tutti i costi di inizio anno hanno ceduto il passo ad una pallacanestro veloce, spettacolare e mortifera in fase offensiva e completa, organica e continua nella propria metà campo. L’Mvp va alla squadra, in cui tutti hanno fatto la loro parte in maniera degna (come non ricordare il top-scorer Radulovic e i suoi movimenti di pura classe?) e che ora ha di fronte a se la sfida più grande: la costanza di rendimento.
Tabellini:
Snaidero Cucine Udine: Allen 15, Shultze 5, Zacchetti 2, Green 7, Antoniutti 9, Di Giuliomaria 6, Vetoulas 2, Penberthy 2, Truccolo, Sales 19, Lovatti, Maganza. All:Pancotto.
Air Avellino: Green 8, Radulovic 19, Smith 15, Ortiz 6, Righetti 10, Cavaliero, Lisicky 3, Paolisso, Cerullo, Bryan 9, Williams 16, Burlacu 3. All:Boniciolli.