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Focus particolare, nel corso del congresso previsto per il prossimo weekend, sul trattamento endovascolare della patologia aortica, sia essa valvolare che aneurismatica. Nel laboratorio della struttura irpina è stata impiantata la prima valvola aortica per cutanea per via transapicale. Si tratta, come ha sottolineato Rubino, di una metodologia innovativa che permette di operare con successo anche pazienti in gravi condizioni, per i quali sarebbe improponibile sia la chirurgia tradizionale che l’approccio endovascolare percutaneo, evitando così complicanze respiratorie e riducendo sensibilmente i tempi di degenza ospedaliera. Finora la sostituzione valvolare aortica con approccio chirurgico tradizionale rappresentava l’unica terapia possibile. L’innovativa metodologia è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra l’equipe guidata da Rubino e diversi ospedali internazionali.