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Di Cecilia, Idm: “Bipolarismo senza democristianità”

Avellino – I responsabili provinciali di Italia di Mezzo e Democrazia Cristiana per le Autonomie – rispettivamente Franco Di Cecilia, Gianfranco Picariello e Fausto Sacco – si sono incontrati per fare il punto della situazione sulla politica irpina, anche alla luce delle ultime elezioni amministrative. Un’analisi dalla quale non sono uscite illese le coalizioni attualmente alla guida dei due Enti maggiori: Provincia e Comune di Avellino. Schieramenti che, nella nota congiunta a firma Di Cecilia-Picariello, sono ritenuti “inadeguati a governare”. E ragionando in prospettiva, Idm e Dc riconoscono quale ‘esigenza prioritaria’ quella di “riequilibrare in senso moderato la guida politica delle istituzioni”, impegnandosi a “ricomporre in Irpinia un’area di Centro unitamente agli amici popolari dell’on. Gerardo Bianco e a quanti vorranno concretamente rinnovare la politica provinciale”. Tra gli obiettivi anche quello di fare dell’Irpinia “un interessante laboratorio politico”. A partire dalle elezioni comunali e provinciali del 2009.

Consigliere Di Cecilia, a cosa mira l’impegno comune di Italia di Mezzo, Dc di Rotondi e Popolari di Bianco?
“L’obiettivo ultimo è quello di arrivare alle prossime Provinciali e Comunali del capoluogo con un listone dove possano avere la loro naturale collocazione gli elettori di Centro. Visto che nè in Forza Italia nè nel Pd la quota di democristianità è forte”.
Dunque il Centro è impegnato a scolpire la sua identità per proporsi come alternativa?
“La speranza è che a livello nazionale possa nascere innanzitutto il partito di Centro, attorno al quale poi si andranno a costruire le alleanze. Nel vuoto politico che regna al momento si stanno facendo strada un’attenzione e una costruzione dal basso di questa realtà, che vedono l’Irpinia come laboratorio politico”.
Cosa è emerso dalla vostra analisi sulla politica irpina, provinciale e comunale?
“I due schieramenti risultano insufficienti a tutti i livelli. Non sanno dare risposte di governo ai cittadini. Ogni partito è libero di auto-determinarsi. E le ultime crisi che si sono registrate sono la prova tangibile che il nostro bipolarismo non va”.
Cosa pensa del nostro bipolarismo?
“Che è nato male e cresciuto peggio, con forze eterogenee e leadership incapaci. Che abbisogna di una complessiva ristrutturazione in chiave moderata. Da un lato c’è il castello elettorale del centrosinistra bravo a vincere le elezioni ma conflittuale. Dall’altro un centrodestra che non dà segnali di presenza. E le ultime Comunali, lo confermano. Confermano che non c’è sul territorio una classe dirigente di centrodestra e che non si è riusciti a creare una sola lista di coalizione. Per questo daremo vita a questa forza politica e poi decideremo di inserirla nello schieramento più moderato. Prima delle alleanze però stabiliremo l’identità di Centro e soprattutto daremo corpo al partito”. (di Antonietta Miceli)

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