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Consigliere Di Cecilia, a cosa mira l’impegno comune di Italia di Mezzo, Dc di Rotondi e Popolari di Bianco?
“L’obiettivo ultimo è quello di arrivare alle prossime Provinciali e Comunali del capoluogo con un listone dove possano avere la loro naturale collocazione gli elettori di Centro. Visto che nè in Forza Italia nè nel Pd la quota di democristianità è forte”.
Dunque il Centro è impegnato a scolpire la sua identità per proporsi come alternativa?
“La speranza è che a livello nazionale possa nascere innanzitutto il partito di Centro, attorno al quale poi si andranno a costruire le alleanze. Nel vuoto politico che regna al momento si stanno facendo strada un’attenzione e una costruzione dal basso di questa realtà, che vedono l’Irpinia come laboratorio politico”.
Cosa è emerso dalla vostra analisi sulla politica irpina, provinciale e comunale?
“I due schieramenti risultano insufficienti a tutti i livelli. Non sanno dare risposte di governo ai cittadini. Ogni partito è libero di auto-determinarsi. E le ultime crisi che si sono registrate sono la prova tangibile che il nostro bipolarismo non va”.
Cosa pensa del nostro bipolarismo?
“Che è nato male e cresciuto peggio, con forze eterogenee e leadership incapaci. Che abbisogna di una complessiva ristrutturazione in chiave moderata. Da un lato c’è il castello elettorale del centrosinistra bravo a vincere le elezioni ma conflittuale. Dall’altro un centrodestra che non dà segnali di presenza. E le ultime Comunali, lo confermano. Confermano che non c’è sul territorio una classe dirigente di centrodestra e che non si è riusciti a creare una sola lista di coalizione. Per questo daremo vita a questa forza politica e poi decideremo di inserirla nello schieramento più moderato. Prima delle alleanze però stabiliremo l’identità di Centro e soprattutto daremo corpo al partito”. (di Antonietta Miceli)