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“Ha detto – aggiunge – che per evitare la bancarotta bisogna risparmiare, cominciando col cancellare tutto ciò che strizza fondi dalle tasche dei campani, senza portargli alcun giovamento; però, ora, quando siamo ancora a metà strada, chiede ai campani, che Bassolino ha già costretto a pagarsi le medicine per difendere la propria salute, di pagare a lui le spese della campagna elettorale. Alla faccia del cambiamento! A proposito, che giovamento ne avrebbero i nostri corregionali?”.
“De Luca sostiene – rileva ancora D’Ercole – che dietro di lui, non ci sono potentati economici, ma il popolo. Un popolo, però, che, se prima del suo arrivo sapeva già che chi ‘è tre volte buono è fesso’ ora, grazie a lui, se n’è reso conto ancora meglio”.
“In verità – sottolinea – De Luca non ha ancora capito che la Campania non sa cosa farsene delle sue guasconate, non crede alle sue favole, avrebbe voluto sentirgli dire cose concrete su come fare per rilanciare la Campania, la sanità, l‘occupazione, la vivibilità, la sicurezza, come ridurre l’enorme tassazione fiscale ed incentivare investimenti ed imprese, per ridare fiato al mercato del lavoro ed invece si è sentita ripetere continuamente il ritornello del ‘cambierò tutto, facendo tutto io’. Ed ora, dulcis in fundo si sente anche chiedere un contributo per una campagna elettorale, priva di qualsiasi prospettiva, ma smisuratamente dispendiosa”.
“Stia attento De Luca – conclude D’Ercole – che se, come dice, ‘dietro di lui c’è il popolo’, quel popolo è lì perché si sta allenando per prenderlo (elettoralmente parlando) a calci”.