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D’Ercole: “Abolire le Comunità Montane e ripristinare i Coreco”

“Il protagonismo sbagliato di cui si stanno facendo protagoniste le Comunità Montane, mi stanno facendo ripensare sull’opportunità della loro presenza”. Lo ha detto, Franco D’Ercole, capogruppo regionale di Alleanza Nazionale, intervenendo al convegno organizzato dall’Università Federico II, per la presentazione del volume “Le funzioni amministrative nel sistema delle autonomie locali” curato dal professore Sandro Staiano, con la partecipazione del Rettore della Federico II, Guido Trombetti, del preside della Facoltà di Giurisprudenza, Michele Scudiero, il prof. Antonio D’Atena, ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università di Tor Vergata, e Pietro Ciarlo, docente dell’Università di Cagliari e Consigliere Regionale della Campania. “Le comunità – ha continuato – non solo si sono allargate al punto d’includere nella loro giurisdizione anche comuni placidamente adagiati sul mare, ma addirittura hanno smarrito la ragione della loro istituzione e sembrano quasi essere diventate delle agenzie di viaggio, per organizzare trasferte all’estero per i vertici ed i loro amici od organizzare convegni per l’improbabile riscoperta di un’identità che proprio la loro inerzia ha di fatto distrutto. E tutto questo, mentre le colline continuano a crollare, vittime di un dissesto idrogeologico, di cui loro stessi fingono di non accorgersi”. “Ma c’è anche un altro aspetto – ha aggiunto – nella quotidianità delle autonomie locali di cui tutti mostrano di non rendersi conto: chi controlla, chi? Fino a qualche anno addietro, le deliberazioni delle istituzioni locali, erano soggette alla supervisione del Coreco. Forse non servivano a molto, ma quanto meno rassicuravano sulla legittimità delle iniziative e nello stesso tempo rappresentavano un deterrente contro il proliferare degli sprechi ed il moltiplicarsi delle spese superflue”. “E’ tempo – ha concluso D’Ercole – che si arrivi ad un minimo di autocritica e ci si renda conto che forse, da un lato, le Comunità Montane vanno abolite, mentre dall’altro bisogna ripristinare un minimo di controllo di legalità e di opportunità, sulle iniziative degli Enti locali”.

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