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Derby Avellino – Salernitana: in manette otto giovani teppisti

Avellino – Più che positivi i risultati ottenuti dalla collaborazione tra le Questure di Salerno e Avellino e le rispettive Digos. L’indagine, inquadrata nell’ambito di un più ampio e articolato piano di intervento ordinato dal Viminale, ha portato all’arresto di otto giovani, tutti della provincia di Salerno. I teppisti sono stati ammanettati per gli scontri successivi alla partita Avellino – Salernitana dello scorso 5 novembre. Ai giovani, tutti di età compresa tra i 20 e i 27 anni, è stato contestato il reato di devastazione e ora rischiano una pena che va dagli 8 ai 10 anni di carcere. Tra i fermati, cinque(Scannapiello, Piccirillo, Pelosi, Iannaccone, Romano) sono agli arresti domiciliari, mentre gli altri tre (Infertosi, Bavarese, Milione) sono stati condotti in carcere in quanto recidivi. Nei drammatici scontri avvenuti durante l’incontro di calcio del 5 novembre furono danneggiate un’autoambulanza, 5 autovetture della polizia, di cui una data alle fiamme, e feriti 7 poliziotti. Furono distrutti inoltre, i sanitari e le piastrelle dei bagni dello stadio comunale “Partenio”. Alla conferenza stampa hanno partecipato i Questori di Salerno e Avellino, i rispettivi dirigenti della Digos, i magistrati inquirenti e il Procuratore Capo di Avellino, dott.Aristide Romano. L’indagine, coordinata dal Procuratore D’Addeo, non è stata semplice. A spiegarlo è il Questore di Avellino Vittorio Rochira: “Abbiamo avuto molte difficoltà nel reperire il materiale probatorio. I teppisti infatti sono soliti mascherare il proprio volto per non farsi riconoscere dalle telecamere, rendendo difficile la loro identificazione”. Soddisfatto per l’esito dell’operazione, ma preoccupato per il fenomeno delle violenze negli stadi, è il Questore di Salerno Domenico Pinziello: “Alla Procura e alla Questura di Avellino vanno i miei più sentiti ringraziamenti. La riuscita di quest’operazione non sarebbe stata possibile senza la perfetta sinergia che c’è stata tra i nostri due uffici. E’ nostro compito garantire la sicurezza dei cittadini oltre di chi va allo stadio. Questi gesti sono ancora più pericolosi in quanto premeditati”. A concludere la conferenza stampa è stato il ‘padrone di casa’ Mario Aristide Romano, Procuratore capo di Avellino. Oltre ai ringraziamenti agli uomini delle Questure dei due capoluoghi campani, il procuratore ha lanciato una ferma condanna: “Non possiamo definire ‘tifosi’ queste persone. Loro non sono altro che teppisti, completamente disinteressati all’esito della partita che vanno allo stadio con il desiderio di fomentare l’odio tra tifoserie e creare scompiglio”. (di Giuseppe Matarazzo)

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