
Avellino – Sviluppi in merito alla vicenda che lo scorso novembre ha portato gli uomini della Digos di Avellino sulle tracce dei tentativi di infiltrazioni camorristiche nei depositi giudiziari. Attraverso una nota inoltrata in mattinata agli organi di stampa provinciali, C. P., 34enne pregiudicato ed indagato per associazione di stampo camorristico nell’ambito delle indagini sul clan Cava, ha voluto precisare circa la scarcerazione dello stesso con “…l’annullamento totale dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip”, aggiungendo inoltre che “…C. P. non era estraneo al clan Cava, ma era vittima del clan, come anche affermato dal boss Modestino Genovese, capo dell’omonimo clan”. Nella nota, inoltre, C. P. ha precisato di aver sporto querela nei confronti del Questore di Avellino, Antonio De Iesu, per presunta “…diffamazione pluriaggravata a mezzo stampa”. Il capo della Polizia di Avellino ha preferito non commentare la vicenda, riservandosi il diritto di rispondere a C. P. nelle sedi e con le modalità opportune. La vicenda fa riferimento alle indagini portate avanti dalla Questura di Avellino, volte ad acclarare eventuali coinvolgimenti dell’organizzazione criminosa dei ‘Cava’ nella gestione di attività economiche in provincia. Il clan tentava infatti di condizionare le scelte e gli indirizzi gestionali di alcune società operanti nel settore delle depositerie giudiziali dei veicoli sequestrati per violazione del codice della strada. Coinvolte le ditte ‘Ditta F.lli Pescatore’, la ‘Pescatore Servizi alle Imprese’ e la ‘Carlo Conti’, tutte raggiunte da provvedimento amministrativo cautelare di interdizione antimafia emanato dal Prefetto Blasco.