Della Porta(Adc): l’istruzione nostrana non ha standard competitivi

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“Settembre è il mese del ritorno sui banchi di scuola e dei test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso e non c’è da stupirsi se i genitori lottano al fine coprire la spesa notevole per l’acquisto di libri di testo che molto spesso rimangono ancora impacchettati nelle librerie di casa e i ragazzi si ritrovano a dover fare i conti con un sistema universitario che non garantisce alcuno standard di competitività e tanto meno una speranza di occupazione”. Così l’avvocato Antonio Della Porta, Commissario cittadino e Vice presidente Regionale dell’Adc di Pionati. ”Il governo Monti – continua – ha promesso misure per la crescita, ma le intenzioni anche se buone sono destinate a fallire di fronte a generazioni che hanno una limitata visione del mondo del lavoro”. In Francia e in Gran Bretagna i governi hanno adottato delle misure per incentivare il settore terziario ed in particolare i servizi relativi alla sanità, istruzione, finanza, informatica e comunicazione, turismo e cultura. Sono posti di lavoro interinale e non di altissima qualità ma comunque sono fonti di reddito. A differenza degli altri paesi europei, continua Della Porta, questo settore in Italia stenta a decollare sia per la concezione atavica che solo la laurea permette un posto dignitoso di lavoro e sia perché consideriamo degradanti i lavori che hanno permesso ai nostri genitori di vivere in modo dignitoso ed onesto. Preferiamo che i nostri figli rimangano parcheggiati per anni nelle università italiane anziché incitarli ad avere più fiducia nelle proprie capacità e invogliarli ad usare la creatività. Tutti i lavori sono dignitosi ed in primis quelli che ci consentono di vivere. La crisi economica non colpisce solo i consumi e gli stipendi ma anche la nostra concezione del lavoro e della sicurezza economica, il nostro status mentale. Se vogliamo uscire a testa alta da questo difficile momento storico-economico, conclude Della Porta, dobbiamo essere duttili e se necessario accantonare i sogni di grandezza, rivalutando lavori sacrificanti dove c’è penuria di personale”.

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