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“Se lei pensa di rendere autonomi i giovani cacciandoli via di casa a 18 anni – scrive Del Giudice – commette un grossolano errore di valutazione. La realtà, purtroppo, non è quella da lei delineata e il periodo di crisi che stiamo attraversando non è quello giusto né per immaginare un provvedimento del genere né per annunciarlo.”
Per Del Giudice l’università “è ormai una sorta di ‘trappola’ studiata proprio per trattenere i ragazzi che, pur volendosi affacciare al mondo del lavoro, trovano l’ostacolo di una disoccupazione che cresce sempre di più. Dopo la laurea chi ha studiato tanti anni ha comunque poche opportunità che non vanno al di là del posto di cameriere o del lavabicchieri, lavori dignitosi ma evidentemente non rientranti nelle aspettative di chi si è sacrificato tanti anni sui libri.”
Il segretario dei giovani di Noi Sud sottolinea poi a Brunetta la differenza che separa l’economia meridionale da quella del resto del Paese: “Caro Ministro, lei è cresciuto al Nord dove, dopo la scuola dell’obbligo, i giovani hanno concrete opportunità di lavoro; al Sud non è così e per questo prima ci si laurea ma, nonostante questo, il lavoro non c’è. Ecco perché non può, in tono ironico, accusare i giovani di essere ‘bamboccioni’; non è colpa dei giovani, ma del lavoro che non c è!”.
In conclusione il giovane esponente di ‘Noi Sud’ ricorda al ministro che “Arturo Iannaccone, ha presentato e fatto approvare dalla Camera una mozione per favorire l’adozione di un piano straordinario per l’occupazione giovanile nel Mezzogiorno. Questa – afferma Del Giudice – è l’unica strada per consentire ai giovani di lasciare presto le abitazioni dei genitori, per mettere su famiglia e per poter immaginare un futuro in piena autonomia. Prima di puntare il dito e prima di accusarci di essere bamboccioni – chiude Del Giudice – signor Ministro, la invito a riflettere.”