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Degrado – Dossier di D’Ercole e Cucciniello sulle “bugie di Galasso”

Avellino – Trentaquattro pilastri scelti ad icona dello scempio urbano: è piazza Kennedy il luogo simbolo del centrodestra per il nuovo attacco rivolto in mattinata all’amministrazione comunale uscente sul degrado in città. Una conferenza stampa all’aria aperta – quella voluta da Giovanni D’Ercole e Toni Cucciniello e sostenuta anche da altri esponenti del Pdl tra i quali D’Ercole senior e Claudio Rossano – indetta per denunciare le condizioni in cui versano molte zone periferiche, e non solo, di Avellino e documentata, a fondamento di quanto sostenuto, con nutrito materiale fotografico affisso in bella mostra proprio tra “quel marasma di cemento” che sembra il costruendo parco urbano, come sottolineano i due consiglieri comunali. “Crediamo in un diverso futuro possibile per la città – afferma Giovanni D’Ercole – ed è per questo che bisogna inchiodare alle proprie responsabilità la giunta Galasso e dare fiducia al centrodestra di Massimo Preziosi”.
Tante le aree cittadine finite nel dossier di D’Ercole e Cucciniello, “tutte fotografate nelle ultime 48 ore”, assicurano: da contrada Quattrograna a via San Leonardo, da Valle all’area archeologica, dal centro storico ai dintorni di piazza del Popolo, da San Tommaso a piazzetta Cocchia, passando per la ex dogana, il parco del Fenestrelle, corso Vittorio Emanuele e, chiaramente, piazza Kennedy. Il centrodestra sceglie gli argomenti di Galasso per scagliare l’offensiva, come in una sorta di contrappasso dantesco, mostrando una visione alternativa dei fatti dove per il Pdl i proclami del sindaco uscente diventano bugie.
E così D’Ercole affonda sulla chiesetta abbandonata nei pressi del Duomo, “che a suo tempo Iermano aveva promesso di ripulire – accusa – e che invece resta sempre più abbandonata a se stessa”, sull’area del seminario, “per la cui riqualificazione il Comune aveva anche speso 30mila euro in un concorso di idee del quale si sono perse le tracce”, sulla dogana, “tanto ostentata da Galasso durante la campagna elettorale nonostante la fatiscenza in cui versa e per la quale niente è stato però fatto in questo mandato”. E ancora: “L’ecomostro del Fenestrelle, i bizzarri equivoci della pavimentazione sul prestigioso nuovo Corso di Galasso – ironizza – i pericolosi buchi a terra e la fontana senza acqua nella nuova piazza di Valle, senza dimenticare i 34 pilastri nel nulla di quel parco urbano che appare sempre un oggetto misterioso”.
Poi è la volta di Cucciniello, che si ‘scalda’ sulla scuola di San Tommaso: “Nel 2005 era stata promessa la sua riqualificazione con la realizzazione della palestra – dice – ma ad oggi niente ancora è stato fatto. Solo la casa del custode è stata venduta perché forse qualcuno aveva bisogno di fare cassa – aggiunge – mentre Capone proprio in piena campagna elettorale annuncia ora che è stato acceso il mutuo per i lavori”. Un’imputazione, quella dei proclami elettorali, estesa allo stesso Galasso che, per Cucciniello, “parla di soldi alle periferie solo per buttare fumo negli occhi delle persone”. A finire nel mirino del centrodestra anche “i progetti e progettini inutili finanziati dal Comune – incalza Cucciniello – mentre i fondi Pica vengono utilizzati solo per fare un po’ di giardinaggio nelle zone degli Iacp”.
Insomma, Avellino allo sbando nella radiografia dei due esponenti del Pdl, piuttosto che città in profonda trasformazione, come presentata da Galasso. “E’ finita un’era – giurano D’Ercole e Cucciniello – ora ne inizia un’altra”. Chi avrà ragione? La ‘palla’ passa inevitabilmente alle urne anche per questo verdetto. (di Eddy Tarantino)

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