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Debacle Mondiali: di chi la colpa? Il parere dei politici irpini

Avellino – Al triplice fischio dell’arbitro Howard Webb, che ha sancito l’uscita (…l’aggettivo è a scelta, ndr) di scena al primo turno dell’Italia dai Mondiali del Sud Africa, da buoni e onesti cittadini dell’italico suolo abbiamo prontamente dato il via al processo e alla caccia al colpevole. Gli unici soddisfatti saranno stati di sicuro quelli di Radio Padania e dintorni.
La Nazionale maggiore di calcio ha pagato le convocazioni poco lungimiranti di mister Lippi, le scelte politiche, amministrative e sportive.
E senza offendere l’altrui intelligenza, a nulla vale puntare il dito contro un campionato ormai invaso dagli stranieri dove la squadra che vince, segnatamente l’Inter, è al 90% composta da giocatori non nati in Italia.
Ma tant’è, il gioco del calcio nel Bel Paese è bello perché tutti (ma proprio tutti) siamo ct, opinionisti sportivi e custodi della verità al tempo stesso.
Ma di tutto questo, cosa ne pensano i politici e gli amministratori della nostra bella Irpinia?

“La colpa è di Lippi e del calcio italiano infarcito di stranieri – ha riferito Antonio Gengaro, presidente del Consiglio comunale di Avellino – E’ stato da folli non portarsi in rosa un centravanti di peso e di riferimento come poteva esserlo Borriello. Occorre rifondare il calcio italiano ripartendo dai giovani. Ho sempre detto che anche nel 2006 la nostra era una Nazionale inferiore a quella del 1982. Speriamo bene che con l’avvento di Prandelli qualcosa cambierà”.

“Amo la Nazionale pur non essendo un appassionato di calcio e dico che gran parte della colpa è di Lippi che ha lasciato a casa campioni come Balotelli e Cassano nel nome della pace interna allo spogliatoio – dice Giovanni D’Ercole, consigliere comunale a piazza del Popolo – Così facendo è venuto meno al suo suolo di ct, preferendo tarpare le ali all’estro e alla fantasia della squadra. Gran parte delle formazioni italiane hanno smesso di puntare sui vivai, ci limitiamo soltanto ad osservare i grandi campioni stranieri. Anche la Federcalcio deve fare autocritica per incentivare le società alla ricerca di campioni italiani. E poi i cicli sono destinati a finire, dopo il successo di Berlino era preventivabile un risultato negativo”.

Più duro Mario Melchionna, segretario provinciale della Cisl: “Non si salva nessuno, né Lippi né i giocatori. Nello sport italiano girano troppi soldi, immeritatamente. Tutti sono strapagati e la partita di ieri è la dimostrazione che nessuno è degno di questi ingaggi così alti, soprattutto in questo che è un momento di crisi profonda, dove a pagare è soltanto la povera gente. Ieri per un attimo mi sono vergognato di essere italiano”.

Così Luigi Famiglietti, sindaco di Frigento: “Lippi poteva osare di più – spiega – però è da sottolineare che è un Mondiale in cui tutte le grandi, si veda la Francia, hanno sofferto. Va rivisto il sistema calcio in Italia: è chiaro che se non dai spazio ai giovani italiani difficilmente avrai una Nazionale competitiva e all’altezza della competizione”.

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